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Bolzano. “Sotto una valanga di neve si può sopravvivere”, lo dimostra uno studio Eurac Research

20 Dicembre 2017

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Bolzano. “Sotto una valanga di neve si può sopravvivere”, lo dimostra uno studio Eurac Research

Uno studio coordinato da Eurac Research e realizzato a Braies nel 2014 ha evidenziato come la consistenza della neve sia determinante per la capacità di respirare.È stato il primo studio al mondo a dimostrare in modo sperimentale l’esistenza di una relazione diretta tra le caratteristiche della neve e la possibilità di respirare sotto una valanga. Minore è la densità nella neve, maggiore è l’ossigeno a disposizione della vittima e quindi maggiori sono le sue possibilità di sopravvivenza. Per arrivare a questo risultato i ricercatori di Eurac Research, dell’Università di Innsbruck e dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) di Davos nel 2014 hanno monitorato un gruppo di 12 volontari mentre respirava in una cavità scavata in una valanga artificiale caratterizzata prima da neve invernale e poi primaverile.I risultati, pubblicati nei giorni scorsi da Scientific Reports, la rivista online di Nature, hanno dimostrato come la neve possa fornire ossigeno e, in alcuni casi, sia anche in grado di assorbire l’anidride carbonica emessa dal paziente, ritardando l’asfissia.
A Braies i ricercatori hanno ricreato una valanga artificiale e scavato delle cavità nell’ammasso di neve. Per rendere i test sicuri e meno invasivi, i 12 volontari non sono stati posizionati sotto la neve, ma sedevano al di fuori della valanga e respiravano attraverso un tubo nella cavità. Ogni volontario ha respirato per 30 minuti in cavità dello stesso volume in tre momenti diversi della stagione invernale. Durante le prove i ricercatori di Eurac Research, dell’Università Medica e dell’Istituto di medicina dello sport dell’Università di Innsbruck hanno monitorato diversi parametri fondamentali per la sopravvivenza. Hanno esaminato, per esempio, il livello di ossigeno e di anidride carbonica, sia nel sangue del volontario sia nella cavità, e altre funzioni vitali come il battito cardiaco e le caratteristiche della respirazione. Per avere un confronto con un sistema chiuso che al contrario della neve non fa passare aria, i volontari hanno provato a respirare in un sacchetto di plastica con lo stesso volume delle cavità scavate nella neve.
In tutti i momenti di test i ricercatori dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) di Davos hanno prelevato campioni di neve per poi analizzarli in modo approfondito sottoporli a una tomografia computerizzata (TAC).

Bolzano, Eurac Research

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