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Si scrive EMME, si pronuncia “M” e significa collaborazione per la democrazia

22 Settembre 2017

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Si scrive EMME, si pronuncia “M” e significa collaborazione per la democrazia

Un corso internazionale per consolidare la preparazione dei leader, mettendo a confronto le pratiche dei più prestigiosi musei scientifici europei voluto da Ecsite e Names – le due associazioni di musei e centri della scienza europea e del Nord Africa e medio oriente – annovera tra i promotori anche il MUSE di Trento. Assieme a Universcience di Parigi, Ciencia Viva di Lisbona, Parque de la Ciencia di Granada, Città della Scienza di Napoli, Biblioteca di Alessandria, Children Museum di Amman, Scientific Centre di Kuwait City, il museo di Trento è da anni impegnato a facilitare lo scambio di esperienze professionali tra il nord e il sud del Mediterraneo.

Si è conclusa venerdì scorso a Napoli la terza edizione di EMME (Euro Mediterranean &  Middle East Summer School for Science Communication), la scuola estiva di specializzazione per giovani  manager che operano nei  musei e centri della scienza dei Paesi a nord e a sud del Mediterraneo. In programma – tra gli altri – anche gli interventi dei professionisti del MUSE che hanno offerto ai partecipanti spunti di riflessione e occasioni di “apprendimento nel fare”.

Chiamato a illustrare gli aspetti più critici della gestione di un museo scientifico, il direttore Michele Lanzinger ha portato l’esperienza del MUSE, sottolineando come l’offerta debba sapere tener conto dei vincoli strutturali dell’edificio e delle esigenze culturali delle persone, prefigurando ciò che i visitatori si aspettano di trovare nel museo.

Ricordando che il programma formativo EMME è inteso precisamente a consolidare le conoscenze e rafforzare le competenze dei manager dei musei della scienza dell’area mediterranea, Lanzinger sottolinea che si tratta di un esempio concreto di quanto la comunicazione della scienza sia di fatto un ponte che unisce le due sponde del Mediterraneo, un veicolo di dialogo che supera ogni barriera politica.

“Si parla spesso di quanto l’attività di ricerca scientifica possa contribuire a migliorare la nostra vita, ma non si valorizza a sufficienza che il mettere in mostra e comunicare la scienza è un mestiere che contribuisce alla democratizzazione della società” – afferma Lanzinger – “EMME è proprio la concretizzazione di questa maniera solidale e collaborativa di costruire professionalità di alto profilo, capaci di diventare agenti di sviluppo e emancipazione della società, leader aperti al confronto, al dialogo e allo scambio.”

Anche questa più recente edizione, come le precedenti, ha dimostrato che la scuola EMME è un esempio riuscito di come l’approfondimento teorico e pratico, la condivisione e la formazione possano contribuire a ricucire i conflitti politici, ideologici e culturali che negli ultimi anni sono all’ordine del giorno. Prova ne è la provenienza dei partecipanti, di 11 Paesi diversi attorno al Mediterraneo, che testimonia della pluralità di sguardi che EMME riesce a unire: Arabia Saudita, Cipro, Egitto, Giordania, Iran, Italia, Libia, Kuwait, Palestina, Portogallo e Tunisia.

Promossa dall’associazione europea dei musei e centri della scienza Ecsite e dalla omologa rete medio orientale e nord africana NAMES, la scuola estiva EMME è stata fortemente voluta e organizzata  dal primo science centre italiano – Città della Scienza di Napoli.

 

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