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Giornata Mondiale del Rifugiato, due famiglie irachene ricevute dal Sindaco di Bolzano

20 Giugno 2017

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Giornata Mondiale del Rifugiato, due famiglie irachene ricevute dal Sindaco di Bolzano

Casi emblematici di un dramma umanitario in cui i soggetti deboli sono quelli più colpiti.

In occasione della “Giornata Mondiale del Rifugiato” voluta dalle dalle Nazioni Unite per informare l’opinione pubblica sulla condizione dei migranti forzati, stamane il Sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi ha incontrato in municipio due famiglie di rifugiati provenienti dall’Iraq. Il primo nucleo familiare è stato accolto nel novembre scorso presso il Centro di Pronta Accoglienza ex Einaudi e trasferito poi a Merano, il secondo, è stato dieci mesi presso il Centro di Pronta Accoglienza ex Einaudi ed è stato poi trasferito presso l’ex-Hotel Alpi.

All’incontro promosso dalla Referente del Comune per i richiedenti asilo e rifugiati Chiara Rabini, hanno partecipato anche l’Assessore alle Politiche Sociali Sandro Repetto, l’Assessora alle Pari Opportunità Marialaura Lorenzini e Andrea Tremolada di Volontarius.

Quella odierna è stata un’occasione per gli amministratori di ascoltare e conoscere i due nuclei familiari e la loro drammatica esperienza. Nello stesso tempo, un ‘opportunità per invitare tutti i cittadini ad una riflessione più ampia sui rifugiati e richiedenti asilo costretti a fuggire da violenze e persecuzioni, come nei casi testimoniati stamane in municipio, lasciando i propri familiari e la propria casa nel paese di origine.

“Per ogni rifugiato o richiedente asilo accolto a Bolzano nei nostri centri, c’è una storia che merita di essere ascoltata, fatta spesso di sofferenza e di violenza. Ci sono persone traumatizzate, minori e ragazzi soli, donne con minori, famiglie che sperano di ricostruirsi una vita”. Per il primo cittadino Renzo Caramaschi sono soprattutto “le famiglie, i soggetti vulnerabili e i minori, ancor più degli altri, ad aver bisogno di un’accoglienza che sia il più possibilie consona alle loro esigenze. Bolzano da questo punto di vista si sta impegnando molto e auspica che lo stesso impegno venga messo in campo anche dagli altri comuni altoatesini” .

La referente Rabini ha sottolineato, confermando quanto detto dal Sindaco, come le due famiglie presenti all’incontro in municipio siano casi emblematici di un dramma umanitario di fronte al quale i soggetti vulnerabili sono maggiormente colpiti.

Nel caso specifico la famiglia irachena originaria di Kirkuk (padre, madre e 3 figlie di 10, 4 e 2 anni) é stata trasferita dal Centro di Pronta Accoglienza ex Einaudi (Bz) a Merano e ora probabilmente dovrà essere trasferita per competenza in Finlandia e poi rimpatriata per esito negativo della domanda di asilo, anche se é stato inoltrato un ricorso da Caritas Bz al Capo dello Stato. Questo nucleo famigliare ha subito gravi maltrattamenti nel paese d’origine.

L’altra famiglia irachena (padre, madre e tre figli di 5,3 e 2 anni) ospite presso il Centro di Pronta Accoglienza ex Einaudi e da poco trasferita all’Hotel Alpi, è in attesa di trasferimento presso un comune della nostra provincia. Arrivati in Europa dalla Turchia dopo un drammatico viaggio in mare di 7 giorni, sono stati salvati dal naufragio dalla Polizia. Il marito lavora presso il progetto “Orto Salewa”.

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