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Rapallo. Storia vera, clochard fino a stasera, da domani milionario

17 Maggio 2017

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Rapallo. Storia vera, clochard fino a stasera, da domani milionario

Muore la zia, non d’America ma di Teramo, e gli lascia una fortuna milionaria.

Questa è la storia vera di Gianni Di Rocco, un clochard di 47 anni, senzatetto, che aveva eletto domicilio piazza delle Nazioni, in centro di Rapallo. La storia, più una fiaba che una storia vera, pubblicata oggi dai media nazionali ci racconta che Gianni Di Rocco è salito in municipio a Rapallo a salutare il sindaco Carlo Bagnasco e parte dell’amministrazione comunale per poi  prendere il treno che lo porterà a Teramo verso una  nuova vita.

Mi ha telefonato mia cugina – comunica al sindaco – l’eredità comprende appartamenti, terreni e denaro ma non sono l’unico beneficiario”. A lasciare una vera e propria fortuna al clochard Gianni Di Rocco è stata una zia di Teramo.

In città, ieri, la favola del senzatetto che si è trasformato in milionario si è diffusa presto. Qualunque sia la cifra poco importa. Perché è comunque il punto di partenza della nuova vita di Gianni Di Rocco, dopo decenni da vagabondo, in strada, nelle stazioni, mangiando alla mensa dei poveri. Ultimo dopo tre sorellastre (con in comune il padre, differente la madre), nel 1994 Di Rocco, fresco di laurea in Sociologia a Urbino, taglia i ponti con la provincia e punta verso nord. “l’Austria, la Germania, la Francia, la Spagna” Prima tappa Milano. Gianni Di Rocco non ha un lavoro, e presto, complice il vizio del gioco, brucia tutti i soldi che ha. “Mi sono bruciato fino all’ultimo spicciolo, giocando al casinò. Vizio del gioco a parte, non ho avuto altri problemi. Non sono mai andato in galera, credo nella legalità.”

Da 13 anni Gianni Di Rocco viveva a Rapallo, fra strada, stazione, la mensa della Basilica, con don Stefano Curotto. Per la sua nuova vita Di Rocco parte in treno in maniche di camicia e uno zainetto in spalla. Null’altro. Gli ultimi gesti. L’abbraccio al sindaco Carlo Bagnasco, che “è stato un vero amico” e il saluto a don Stefano Curotto. E una promessa: “Non scorderò don Stefano Curotto che fa tantissimo per i senzatetto. Darò indietro il bene che ho ricevuto”.

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