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Psicologia. Come si adescano oggi i minori

19 Luglio 2016

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Psicologia. Come si adescano oggi i minori

Un tempo servivano le caramelle, oggi l’adescamento è online

di  Giuseppe Maiolo, psicoanalista

Tra i rischi che corrono i minori quando navigano in Internet vi è da sempre quello di essere adescati, cioè catturati dai male intenzionati o per meglio dire dai pedofili che vogliono procurarsi contatti reali di natura sessuale o materiale pedopornografico. I pedofili, ormai abbandonati i giardinetti si sono trasferiti da tempo sul web. La rete offre più garanzie di anonimato e maggiori possibilità di attrarre con sicurezza bambini e adolescenti.

Oggi l’adescamento è cambiato. Un tempo il pedofilo si appostava in un luogo appartato e offriva al bambino le caramelle. Ora la proposta più frequente e quella della ricarica telefonica. Tempi diversi e strumenti differenti, ma anche tecniche particolarmente pervasive ed efficaci, capaci di attrarre e convincere un minore a fidarsi delle lusinghe. Perché di questo si tratta: catturare la fiducia di un fanciullo, maschio o femmina, che naviga e chatta con i suoi amici. Fargli credere di essere un coetaneo e con tenacia insistere nel dare di sé un’immagine di affidabilità che permetta al pedofilo di essere ritenuto come un amico a cui poter dire tutto e dal quale è possibile accettare qualsiasi richiesta senza destare alcun sospetto.

Questo è in sostanza il grooming, ovvero l’abilità di un pedofilo di manipolare psicologicamente un minore attraverso un lungo periodo di conversazioni e contatti abilmente condotti e all’inizio per nulla invadenti e pericolosi. Perché la parola inglese significa curare, cioè prendersi cura. Grooming letteralmente è lo strigliare o il pulire un cavallo e, per estensione, “tolettare” un animale domestico, carezzando e spazzolando il suo pelo per mantenerlo pulito e integro. Ma con questa parola gli anglosassoni definiscono il comportamento ben noto di molte specie animali, che per istinto in coppia passano lunghi momenti a ripulirsi reciprocamente dei parassiti.

Se tra i primati il grooming è qualcosa di usuale e importante che regola la relazione, tra gli esseri umani è sinonimo ormai di pratica fatta di attenzione e vicinanza affettiva, ma non certo per prendersi cura amorevole di un altro, quanto un comportamento finalizzato ad esercitare una forte ma lenta pressione psicologica. Catturata la fiducia da parte di colui che vuole adescare, il gioco è fatto e la vittima è in balia del suo carnefice. E in particolare il minore catturato dall’abilità del pedofilo seducente, solitamente non riesce a rendersi conto di essere in mano ad un soggetto pericoloso perché, vissuto sempre in termini positivi, lo sconosciuto è tra i contatti come ”amico” e, come tale, viene considerato.

Qualche tempo fa per motivi professionali ho avuto modo di incontrare tre ragazze che tra i 12 e i 14 anni finite in una rete tesa da un pedofilo di 45 anni che, spacciandosi per una ragazza della loro età e dopo un lungo periodo di innocenti conversazioni, le aveva portate a parlare sempre di più di cose intime e poi indotte a posare nude e realizzare per lui con una web cam una quantità di video hard. Il ricco materiale pedopornografico, ritrovato successivamente dalle autorità di polizia nel suo computer, ha documentato in maniera sbalorditiva quanto le ragazzine fossero state ingannate e rese inoffensive dalla fiducia che avevano accordato alla falsa coetanea. Un adescamento che in media con ciascuna di esse si era protratto per più di un anno senza suscitare nelle ragazze adescate alcuna sensazione di pericolo, né tanto meno l’esigenza di informare un adulto di riferimento su quello che stava loro accadendo.

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