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Un Capodanno all’insegna di speranza e pace

31 Dicembre 2014

Un Capodanno all’insegna di speranza e pace

Tra poco inizia il nuovo anno. Come noto nel mondo moderno cade il primo gennaio del calendario gregoriano che in gran parte degli Stati in cui è in uso è un giorno di festa. Per altre popolazioni che seguono il calendario giuliano, almeno in ambito religioso all’interno delle chiese ortodosse dove è in uso, l’inizio dell’anno viene celebrato nel giorno corrispondente al 14 gennaio gregoriano. Storicamente il Capodanno risale ad un’antica festa romana, la festa del dio romano Giano. Nel lontano VII secolo i pagani delle Fiandre festeggiavano il passaggio al nuovo anno. Rito tra l’altro fortemente deplorato da Sant’Egidio. Nel Medioevo ancora molti paesi usavano il calendario giuliano con un’ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell’anno. Solo nel 1691 divenne comune il primo gennaio su disposizione di papa Innocenzo XII. Anche dopo ci sono stati tentativi di riforme del calendario sia basate su basi astronomiche e razionali, sia su principi politici, come il 28 ottobre nel periodo fascista quale proprio Capodanno. Tuttavia si è imposto solennemente il primo gennaio e così nolens volens questo giorno segna l’inizio di un nuovo periodo. Certo, non è solo un momento di festa e per propiziare ogni bene per il futuro anno, consultando oroscopi o indossando le consuete mutande rosse, ma anche una festa religiosa di precetto per la Chiesa Cattolica di rito romano, piuttosto che la Circoncisione di Gesù per il rito ambrosiano o quello straordinario. In ogni caso una giornata importante in cui più di tutto dovremmo augurarci un salto di qualità per l’uomo, trovando quella pace che ahimè ancora manca in tanti Paesi al mondo.

Giornalista pubblicista, scrittore.
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