Cronaca

Foibe, Bolzano non dimentica

10 Febbraio 2014

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Foibe, Bolzano non dimentica

giorno_ricordo-300x293.jpg1943-47, cacciati dalla loro patria in molti arrivarono a BolzanoIl 10 febbraio di ogni anno alle 11 a Bolzano l’Amministrazione comunale assieme all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, guidata a livello locale dall’ex sindaco Ivan Benussi ed alle più alte autorità civili, militari, religiose e politiche ricorda le vittime delle foibe e dell’esodo istriano-giuliano-dalmata. Difatti, come hanno ricordato il sindaco Luigi Spagnolli e commosso Ivan Benussi, a Bolzano, giunsero tra il 1943 ed il ’47 alcune centinaia di famiglie esiliate dalla loro patria in seguito alla violenza della Jugoslavia del suo sanguinario dittatore, Tito. Grande parte di quei profughi venuti dal confine orientale conobbe precaria e indecorosa sistemazione in oltre 109 campi profughi nelle diverse regioni italiane. Il presidente della Comunità istriano-giuliano-dalmata del capoluogo altoatesino, visibilmente commosso, ha raccontato le vicende che hanno riguardato direttamente la sua famiglia, chiedendo ai presenti di non strumentalizzare politicamente la ricorrenza da ambo i lati, ma di “fare memoria” sempre, perchè queste vittime sono state uccise due volte. Prima dalla ferocia disumana che ha decimato i loro famigliari e poi dal silenzio che per tanti anni ha colpevolmente coperto questo dramma.
Infine il sindaco Spagnolli ha ricordato l’importante contributo dato dai giuliano-dalmati sino ad oggi; prima nella ricostruzione della città gravemente in crisi nel dopoguerra, poi nel suo sviluppo economico e democratico. 

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