Anche il senatore ed ex sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli scende in campo a sostegno del commercio di vicinato. Spagnolli ha sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per contrastare la progressiva desertificazione commerciale di centri urbani, quartieri e piccoli comuni.
La proposta, intitolata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, punta a raggiungere almeno 50.000 firme per arrivare all’esame del Parlamento. Al centro del progetto ci sono le Zone Economiche Speciali di Prossimità, aree che Regioni e Province autonome potrebbero individuare per avviare programmi mirati a sostegno dei negozi e dei servizi di vicinato.
Tra gli strumenti previsti figurano agevolazioni fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative. Il testo propone inoltre un Osservatorio nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e un Fondo specifico per la rigenerazione urbana del commercio.
«Ho aderito con convinzione perché i negozi e i servizi di vicinato non rappresentano soltanto un settore economico, ma una componente essenziale della vita e della qualità dei nostri quartieri», spiega Spagnolli. Per l’ex sindaco, un’attività commerciale aperta significa anche «relazioni, sicurezza, servizi accessibili e attenzione quotidiana al territorio».
Secondo Spagnolli, la politica nazionale deve mettere Regioni, Province autonome e Comuni nelle condizioni di intervenire soprattutto nelle aree maggiormente esposte al rischio di impoverimento commerciale e sociale.
Soddisfazione viene espressa dalla presidente di Confesercenti Alto Adige, Elena Bonaldi. «Anche in Alto Adige, dove la contrazione del commercio di prossimità è meno marcata rispetto ad altre realtà italiane, è necessario intervenire prima che la situazione diventi irreversibile», sottolinea.
Per Confesercenti, difendere i negozi sotto casa significa infatti tutelare non solo l’occupazione, ma anche vivibilità, pluralismo dell’offerta e identità dei quartieri.
La mobilitazione nazionale ha già superato quota 35.000 adesioni. Per arrivare in Parlamento servono almeno 50.000 firme. La sottoscrizione può essere effettuata online attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. È inoltre possibile ricevere informazioni e assistenza nelle sedi Confesercenti e nei negozi aderenti.