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ESCLUSIVO. Eccesso di mortalità: l’associazione ‘Umanità e Ragione’ smentisce l’analisi pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità

19 Febbraio 2024

ESCLUSIVO. Eccesso di mortalità: l’associazione ‘Umanità e Ragione’ smentisce l’analisi pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità

Il 7 aprile 2023 l’associazione ‘Umanità e Ragione’ (presieduta dall’avvocato Olga Milanese) pubblicò un Report indipendente sull’allarmante eccesso di mortalità per tutte le cause negli anni 2021 e 2022, attingendo a dati istituzionali e avvalendosi della collaborazione di esperti del settore. L’associazione invitò le Istituzioni a prendere atto della situazione e, il 6 ottobre scorso, ricevette la risposta -pubblicata sul sito dell’ISS- attraverso l’analisi “Mortalità in eccesso negli anni 2021 e 2022 dati ufficiali dall’Italia e dal mondo” elaborata dal gruppo di ricercatori dell’ISS, dell’ISTAT, dell’INFN e del Dipartimento di Epidemiologia Regione Lazio. Nei giorni scorsi è giunta la replica di ‘Umanità e Ragione’: “Nel controbattere alla risposta delle Istituzioni, abbiamo ben evidenziato e documentato perché le cause addotte dal gruppo di esperti istituzionali per giustificare l’eccesso di mortalità registrato negli anni 2021 e 2022, non sono sostenibili”. Nel primo studio -puntualizzano i vertici dell’associazione- ‘Umanità e Ragione’ non ha analizzato la questione relativa all’eccesso di mortalità nella popolazione giovanile. “Tuttavia si è certamente registrata un’inversione di tendenza nell’andamento della mortalità di quella categoria, che andrà (e sarà) approfondita (si veda il grafico a pagina 6)”. Il gruppo di lavoro dell’associazione precisa, infatti: “Va, peraltro, chiarito che il report pubblicato da U&R è focalizzato sui grandi numeri, per i quali predomina, com’è ovvio aspettarsi, la mortalità delle classi d’età più avanzate. Tuttavia, ove si volesse impostare un’indagine più rigorosa e specifica sul fenomeno della mortalità giovanile, le conclusioni cui perviene il gruppo di ricerca dell’ISS non sarebbero seriamente sostenibili, essendo necessario un esame dei tassi di mortalità (obbligata per le fasce di popolazione in continuo calo demografico) con differenziazione dei due generi. In ogni caso, il tema della mortalità giovanile, data la sua rilevanza, non può essere liquidato così frettolosamente e, pertanto, sarà oggetto di più approfondita analisi in un apposito studio a ciò dedicato. Va, inoltre, precisato che il tasso di incremento del 7% della mortalità registrata nel 2022 rispetto al 2021 è corretto in quanto l’incremento si riferisce all’eccesso -che è peraltro l’oggetto specifico del Report- e non alla mortalità generale, sulla quale invece si sono basati i ricercatori dell’analisi pubblicata dall’ISS per la stima dello 0,6% (si veda grafico il 3, a pag. 8 del Report e pag. 2 ultimo cpv. dell’analisi dell’ISS)”. ‘Umanità e Ragione’ confuta, inoltre, la considerazione-trabocchetto sostenuta dai ricercatori dell’ISS, secondo i quali l’eccesso di mortalità sarebbe da attribuire all’infezione Covid-19: “La prima considerazione scontata è che attribuire la causa dell’eccesso di mortalità alla Covid-19, trattandosi di popolazione vaccinata (stando alle fonti ufficiali) per il 90,25% con doppia dose e per l’84,89% con terza dose, equivale a confermare il fallimento della campagna vaccinale in termini di prevenzione sia del contagio, sia delle forme gravi della malattia. In ogni caso, la riferibilità dell’eccesso di mortalità alla Covid-19 non trova alcun riscontro nelle fonti citate dai ricercatori autori dell’analisi pubblicata dall’ISS. Analizzando la bibliografia da loro indicata a supporto dell’affermazione, si nota che la “Figura 2” riportata a pag. 6 del loro documento, che sembrerebbe individuare un andamento parallelo dei picchi epidemici Covid-19 e dell’eccesso di mortalità, non è stata tratta, come riferito dai ricercatori (si confronti pag. 5, ultimo cpv. dell’analisi) dallo studio dagli stessi indicato (sub7). Questo studio, infatti, analizza statisticamente e tramite un modello matematico la mortalità nel periodo 2015-2020 e non anche nel periodo 2021/2022 (si veda la nostra risposta alle pagg. 7-9)”. Per l’ISS l’eccesso di mortalità sarebbe da attribuire anche alle ‘ondate di calore’. “Questo presunto fattore causale -osserva ‘Umanità e Ragione’- non trova alcun riscontro nelle fonti citate nell’analisi pubblicata dall’ISS. L’affermazione è poi smentita dai dati di dettaglio del 2021 e del 2022 attestanti l’eccesso di mortalità in tutti i mesi dell’anno. Gli effetti sulla mortalità andrebbero, inoltre, considerati soprattutto su base annua, e da questo punto di vista è molto improbabile che gli aumenti annui di temperatura nel 2021-2022 si siano ripercossi negativamente sul trend di mortalità. A tale proposito, abbiamo riportato l’analisi pubblicata su The Lancet relativa all’ultimo ventennio che mostra come vi siano stati 10,2 volte più morti di freddo rispetto ai morti di caldo (si veda la nostra risposta alle pagg. 9-10)”. Altra possibile causa, secondo gli esperti dell’ISS: l’incidenza molto elevata delle sindromi simil-influenzali. L’associazione ‘Umanità e Ragione’ smentisce: “Anche questa presunta causa dell’eccesso di mortalità non è stata dimostrata dagli “esperti istituzionali”. Lo studio sulle sindromi influenzali, da loro menzionato per suffragare l’ipotesi di impatto del suddetto fenomeno sulla mortalità generale, nulla dice in merito ai decessi. Trattasi, infatti, soltanto di un’indagine effettuata sulla base delle informazioni fornite da 1500 medici di base/sanitari in merito alla diffusione virale in Italia che non contiene alcun dato sulle morti asseritamente attribuibili alle sindromi simil-influenzali. Peraltro, i dati ufficiali riportati nella nostra risposta smentiscono platealmente quest’affermazione (si veda la nostra risposta alle pagg. 11-15)”. Ancora: la ripresa dei morti accidentali per incidenti stradali. “Questa asserita causa dell’eccesso di mortalità non solo non è stata dimostrata dagli esperti incaricati dall’ISS, ma è smentita dai dati ufficiali. Abbiamo posto in grafico i dati sulla mortalità generale della fascia di età interessata, evidenziando quella attribuita ai sinistri stradali ed è evidente che scorporando le morti accidentali per incidenti permane l’anomalia dell’eccesso (si veda la nostra risposta alle pagg. 15-17)”. Il gruppo di lavoro istituzionale ha posto l’attenzione sull’aumento della popolazione nella fascia di età over 100: “Anche questa è mera ipotesi del gruppo di esperti, non documentata e numericamente non definita rispetto alla popolazione di riferimento”, sottolinea l’associazione. “È, peraltro, un’ipotesi che non trova una validazione scientifica. Va considerato, infatti, che il periodo oggetto di indagine nel Report è di soli tre anni, sicché l’ingresso nella categoria degli “over 100” che si concretizza nell’“invecchiamento” di uno o due anni dei soggetti in questione, oltre a non avere, verosimilmente, una particolare rilevanza numerica, difficilmente può rappresentare un fattore impattante sul sostanziale eccesso di mortalità riscontrato nel periodo. I dati ufficiali, infatti, rielaborati nella nostra tabella normalizzando la popolazione, smentiscono anche quest’affermazione (si veda la nostra risposta alle pagg. 17-18)”. Smentita pure l’ipotesi del rinvio degli interventi sanitari e non di emergenza e delle campagne di screening e prevenzione. Secondo ‘Umanità e Ragione’, “anche questo presunto fattore causale non è stato dimostrato da alcun dato ufficiale e si riduce ad una mera congettura degli esperti. Difatti, gli studi riportati nella nostra risposta smentiscono l’ipotesi, dimostrando che le campagne di screening non hanno apportato alcuna tendenza a maggiori benefici sulla mortalità totale e nel caso della mortalità tumorale si è riscontrata una tendenza addirittura peggiorativa (si veda la nostra risposta alle pagg. 18-25)”. L’associazione ribadisce, infine, “gli enormi effetti distorsivi sulla classificazione dei decessi della pratica -ammessa dagli esperti incaricati ISS- di considerare come non vaccinati i soggetti deceduti nei 14 giorni successivi all’inoculazione e di considerare, in ogni caso, lo status vaccinale precedente ove il decesso si verifichi nei 14 giorni successivi al nuovo inoculo”. La strada che conduce alla Verità è, a quanto pare, ancora irta di ostacoli.