Al Civico di Bolzano il NUOVO ANTICO per contrastare la cultura dell’usa e getta

Quadri di Rudolf Parsch
Folto pubblico all’apertura della mostra

Di solito a Bolzano l’unico Museo ad attirare un foltissimo pubblico è quello archeologico che ospita l’Uomo del Similaun, comunemente conosciuto come Ötzi. La novità di ieri, invece, è stata l’inaugurazione della mostra NUOVO ANTICO organizzato dal Museumsverein, che ha attirato numerosi appassionati di arte e di storia. L’iniziativa culturale è stata curata da tre prestigiosi esperti, Eva Gratl, Ilka Kepp e Walter Landi.
Il Museumsverein è un sodalizio di antica memoria risalente al 1882, quando venti illustri cittadini di Bolzano sotto l’egida del sacerdote Karl Atz ne decisero la costituzione quale successione del Christlicher Kunstverein, il quale esisteva già dal 1857. Il tutto all’insegna di un impegno civico finalizzato all’acquisto di opere d’arte e oggetti di importanza storico-culturale. Il Museumsverein riuscì a conservare in città due importanti collezioni, la vasta raccolta folkloristica dell’insegnante ed erudito bolzanino Karl Wohlgemuth e la collezione mineralogica del pittore Georg Gasser.
Questa importante istituzione ha tenuto duro superando le difficoltà imposte dal Ventennio, dalla Seconda Guerra mondiale e dai problemi postbellici, tanto che dopo la riapertura del Museo nel 1952, dal 2002 Gerald Mair funge da presidente dell’importante sodalizio.
Non va sottovalutato che il Museumsverein grazie a donazioni e acquisti ha formato nel tempo una delle più importanti collezioni storico-artistiche del Tirolo storico.
La mostra aperta al pubblico ieri sera presenta un’interessante scelta di opere donate all’Associazione da numerosi collezionisti privati a partire dall’anno 2000, nonché nuovi acquisti resi possibili grazie a fondi dell’associazione stessa, alle quote versate annualmente dai soci e alla generosità degli sponsor.
Ieri, dopo i saluti del direttore del Museo, Stefan Demetz, ha preso la parola il presidente del sodalizio Gerald Mair, il quale dopo i ringraziamenti a sponsor, curatori e ai tanti che hanno reso possibile l’evento, ha ricordato che l’esposizione propone cimeli di grande valore presentati al pubblico per la prima volta e che coloro che avranno l’opportunità di vedere la mostra potranno considerarsi dei privilegiati.
L’assessora alla Cultura, all’Ambiente, alle Politiche d’integrazione e alle Pari Opportunità Chiara Rabini ha fatto presente la buona collaborazione tra Comune e il Museumsverein, sottolineando l’importanza dell’iniziativa per contrastare la cultura dell’usa e getta.
Il curatore della mostra Walter Landi con grande capacità espositiva ha ripercorso i punti salienti del progetto culturale la cui funzione fondamentale è quella di presentare in forma antologica importanti oggetti legati allo sviluppo di Bolzano. Landi ha, inoltre, rimarcato il rischio legato all’eccessiva digitalizzazione che potrebbe causare la perdita di concrete testimonianze storiche.
Conclude il Vicesindaco della città Luis Walcher, il quale da responsabile della protezione civile in città, ha promesso che presto il Museo tornerà ad essere pienamente attivo grazie ai lavori necessari che potranno iniziare tra non molto.

Foto, Walter Landi tra Eva Gratl e Luis Walcher e Gerald Mair a destra 

 

Claudio Calabrese

Giornalista pubblicista, scrittore.

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Claudio Calabrese

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