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Riforma IDM, assolutamente no a soluzioni affrettate

12 Novembre 2022

Riforma IDM, assolutamente no a soluzioni affrettate

I presidenti delle sei maggiori associazioni imprenditoriali dell’Alto Adige concordano sul fatto che l’IDM – l’organizzazione marketing dell’Alto Adige di cui è proprietaria Provincia e Camera di commercio- non possa essere affrontato in maniera affrettata e che le aree problematiche e i disaccordi esistenti possono essere risolti senza giungere a soluzioni negative. L’approvazione della mozione di Paul Köllensperger da parte della maggioranza dei membri del Consiglio provinciale per la riforma dell’IDM ha suscitato scalpore e preoccupazione nel mondo imprenditoriale.
Solo perché ci sono alcuni problemi non è un motivo per sciogliere de facto l’IDM
, ha detto Federico Giudiceandrea, presidente di Suedtiroler Wirtschaftring – Economia Alto Adige. Il fatto che la proposta di risoluzione al punto 2 preveda un riorientamento fondamentale dell’IDM e la distribuzione delle competenze ad altre istituzioni significa la fine de facto dell’IDM come lo conosciamo ora – ha precisato il presidente di Economia Alto Adige, chiarendo inoltre che è inaccettabile che decisioni di questo tipo, di grande importanza per l’Alto Adige, vengano prese in modo affrettato, senza prima coinvolgere importanti attori dell’economia e di altri settori.
Nella nota di Economia Alto Adige si fa presente che l’IDM ha ottenuto molti risultati positivi per l’Alto Adige. Tra questi il successo nel settore digitale, dove l’Alto Adige ha ancora un grande potenziale di sviluppo. Inoltre il buon posizionamento in Italia e all’estero dei prodotti altoatesini e le nuove opportunità di vendita, soprattutto per i prodotti agricoli altoatesini. Soprattutto, però, negli ultimi due anni IDM ha sviluppato il marchio Alto Adige da marchio di destinazione a marchio regionale, con l’obiettivo di posizionare l’Alto Adige a livello internazionale come località particolarmente vivibile. Detto ciò, le associazioni economiche più importanti dell’Alto Adige chiedono ai politici di trovare una soluzione ragionevole per evitare danni maggiori. Da non dimenticare, infine, un aspetto non irrilevante, e cioè i circa 200 dipendenti di IDM, ai quali ora devono essere inviati segnali positivi, conclude la nota di Economia alto Adige.

Foto. Federico Giudiceandrea

Giornalista, scrittrice, editore.