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Manovra. I sindacati dei pensionati preoccupati per modifiche rivalutazioni

27 Novembre 2022

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Manovra. I sindacati dei pensionati preoccupati per modifiche rivalutazioni

Alfred Ebner (Cgil/Agb)
Anna Rita Montemaggiore (SgbCisl)
Danilo Tomasini (Uil/Sgk)
Stephan Vieider (Asgb)

I sindacati dei pensionati di Cgil/Agb, SgbCisl, Uil/Sgk e Asgb esprimono forte preoccupazione per le modifiche alla rivalutazione delle pensioni medio-alte decise dal Consiglio dei Ministri.

I sindacati ricordano che qualche giorno fa il decreto firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti stabiliva un aumento delle pensioni del 7,3% fino a 2.100 euro. Per la quota eccedente, invece, il calcolo era più favorevole agli anziani, secondo la norma contrattata con il governo Draghi. Dopo anni di decurtazioni, nel 2023 i pensionati avrebbero potuto così recuperare buona parte dell’inflazione. 

Secondo i segretari della categoria Alfred Ebner (Cgil/Agb), Anna Rita Montemaggiore (SgbCisl), Danilo Tomasini (Uil/Sgk) e Stephan Vieider (Asgb), il nuovo provvedimento considera invece i pensionati alla stregua di un bancomat per recuperare risorse da utilizzare per altri capitoli di spesa. Il nuovo provvedimento prevede, secondo i rappresentanti dei pensionati, tagli sulle pensioni di chi ha lavorato tutta la vita e pagato i contributi previsti. I sindacati fanno presente che un terzo dei pensionati, ovvero 4,3 milioni di anziani, si vedranno decurtato l’assegno ben oltre qualsiasi ragionevolezza, di fronte ad un’inflazione che ormai supera il 12 %.

Il provvedimento aumenterà infatti del 120% le pensioni minime (46 euro), mentre per quelle fino a quattro volte ci sarà una rivalutazione del 7,3%. Poi più la pensione aumenta, più si riduce in modo significativo l’incremento, calcolato, non più per scaglioni, ma sull’ammontare complessivo della pensione: sarà del 80% fino a 5 volte il minimo, del 55% fino a 6 volte il minimo e del 50% tra 6 e 8 volte il minimo.

“Il tutto è avvenuto senza neppure consultare il sindacato. Noi seguiremo con attenzione la questione e faremo sentire la nostra voce su queste scelte inique”, concludono in una nota.

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