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Tocca ora all’ensemble in residenza Windkraft e ai Virtuosi Italiani

25 Ottobre 2022

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Tocca ora all’ensemble in residenza Windkraft e ai Virtuosi Italiani

Prosegue il Festival bolzanino dedicato alla musica contemporanea e ai suoi autori ed esecutori dell’ambito dell’Euregio.
La parola passa all’ensemble in residenza Windkraft e i Virtuosi Italiani, diretti da Kasper de Roo, per un concerto che si terrà presso il Conservatorio di Bolzano domenica 30 ottobre alle ore 11:00.
L’ensemble gode di fama e apprezzamento sin dal 1999, anno della sua fondazione. Nel solco di una lunga tradizione tirolese di musica per strumenti a fiato il gruppo si posiziona come esecutore e committente di importanti partiture; tra i compositori che hanno scritto per Windkraft troviamo Gunter Schneider, Michael Riessler, Herbert Grassl, Hubert Stuppner e molti altri.
Apprezzato per la sua competenza nell’esecuzione di musica contemporanea l’ensemble è costituito da musicisti provenienti da importanti orchestre europee oltre che da giovani studenti.
Alla direzione troviamo Kasper de Roo, rinomato interprete di musica del XX e XXI secolo, che di Windkraft è anche il fondatore insieme a Thomas Larcher, direttore del festival “Klangspuren”.
Il programma dal titolo “Stili, progetti, punti di vista” prende in esame i linguaggi e le tecniche compositive di 6 compositori dell’ambito dell’Euregio, con una forte presenza di voci femminili. Si comincia con la collaborazione tra Helga Plankensteiner e Michael Lösch nella partitura a quattro mani “Ping Pong”. Qui la tensione tra improvvisazione come metodo compositivo e notazione classica diventano cifra stilistica della collaborazione tra i due, un dare e ricevere in ambedue le direzioni che origina azioni imprevedibili quanto una palla da pingpong.
Nota protagonista della scena altoatesina Manuela Kerer ripropone qui il suo brano dal titolo “Zersplittern”, ispirato alla natura binaria del funzionamento cerebrale, fisiologicamente diviso in due emisferi tra loro comunicanti e dotati di diverse caratteristiche. La partitura cerca di renderne conto attraverso le oscillazioni del tessuto contrappuntistico.
Suggestivo e poetico il brano “Stardust” di Konrad Tavella, diviso in tre parti: la prima trasmette un senso di plumbea inquietudine, il secondo invece si fa energico e risoluto, permeato di un senso di soffusa dolcezza che sfocia nella terza parte con la sua atmosfera di accesa luminosità.
È rappresentato da due composizioni il lavoro dell’austriaca Hanna Eisendle, nata a Vienna nel 1993 ed allieva di Rebecca Saunders. Nella sua scrittura predilige la combinazione di diverse discipline, ispirandosi alla danza, il teatro, il cinema, l’arte figurativa e la letteratura.
La serata termina con una prima assoluta del compositore Hubert Stuppner, l’opera dal titolo “Klezmer”, ispirata al noto genere musicale di tradizione ebraica. Questo genere musicale fonde in sé strutture melodiche, ritmiche ed espressive che provengono dalle differenti aree geografiche e culturali (i Balcani, la Polonia e la Russia), con cui il popolo ebraico è venuto in contatto. Un genere musicale che accompagna la vita della comunità nelle sue principali ricorrenze e nella vita quotidiana.
Foto. Festival di musica contemporanea@watzek