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CASO TWENTY, L’APPELLO DI CONFESERCENTI: “NO AL LIBERI TUTTI”

19 Ottobre 2022

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CASO TWENTY, L’APPELLO DI CONFESERCENTI: “NO AL LIBERI TUTTI”

Il caso Twenty viene analizzato anche da Confesercenti nelle sue molteplici sfaccettature con la presidente Elena Bonaldi che lancia un appello: “Non si risolva tutto lasciando campo aperto a qualsiasi centro commerciale”

Una vicenda complessa che va analizzata profondamente. Anche oltre il profilo strettamente legale approdando in valutazioni sociali e di impatto. La difficile situazione del centro commerciale Twenty di via Galilei a Bolzano ha costretto anche Confesercenti a lunghe riflessioni. Un’associazione che rappresenta da sempre il tessuto più profondo del negozio di vicinato ma che è anche espressione di una categoria onnicomprensiva: i commercianti. E’ la presidente Elena Bonaldi a raccontare un momento delicato per i negozianti ma anche per la città nel suo complesso.

“Non le nascondo che sono stati giorni duri. Chi si immagina un popolo di commercianti di vicinato in festa si sbaglia”

Eppure lei, da presidente di Four You, si espresse chiaramente contro il progetto del centro commerciale.

“Sì e l’architrave teorica di quella posizione rimane tale ancora oggi. Abbiamo sempre sostenuto che una struttura simile così vicina ai quartieri di Europa-Novacella e Don Bosco potesse danneggiare il tessuto di quartiere. In questo senso il ponte, agevolando l’accesso al megastore, ha rappresentato un ulteriore elemento negativo nell’impatto complessivo del Twenty su queste zone residenziali”

Oggi però…

“Oggi però il Twenty c’è e all’interno ci sono delle aziende di imprenditori che credono nel commercio. I tanti brand nazionali ed internazionali non ci possono far dimenticare che dietro moltissimi franchising ci sono le vite di imprenditori, molti dei quali bolzanini. Noi siamo l’associazione che difende il commercio come concetto e anche chi ci lavora. Pur non rinnegando lo scetticismo sulla filosofia dei megastore non possiamo dire che la priorità non sia la difesa di queste aziende, delle loro famiglie e di quelle dei dipendenti. Noi operiamo all’interno dell’economia e l’economia va difesa”

Avete paura chiuda?
“Non abbiamo le competenze per entrare in una riflessione di carattere legale su cosa di debba fare o meno. Di certo c’è questo timore e non è certo l’unico…”

Cosa vi spaventa ancora?

“L’inquietudine più grande è che questa situazione possa portare ad un liberi tutti in zona produttiva che andrebbe ad aggiungersi al costruendo Kaufhaus di Signa. Che impatto pensate possa avere questo sulla città di Bolzano? O sui paesi limitrofi? Sarebbe devastante”

È lo stesso concetto espresso dall’Unione Commercio.

“Certo, con i colleghi ci siamo incontrati e abbiamo una visione univoca di quanto sta avvenendo e anche per le prospettive future”

Ci sono anche rischi di forti richieste di risarcimento danni.

“Non è un qualcosa su cui possiamo esprimerci noi compiutamente. L’unica cosa che possiamo dire è che sarebbe un grande dispiacere se dovessero uscire consistenti somme di soldi pubblici per questo motivo in un momento così delicato per tutti”

Cerchiamo di dare qualche dato concreto: quanto ha impattato davvero il Twenty sul commercio del quartiere?

“Nel dicembre 2012, all’apertura, il calo è stato mediamente del 30%. Nei mesi successivi qualcuno ha recuperato arrivando ad una riduzione del 20% e qualcun altro è rimasto in quella soglia. Qualche altro ancora ha chiuso. Alcuni dei negozianti hanno avuto contatti per entrare nel progetto del centro commerciale e hanno scelto di non farlo perché non convinti dalle prospettive. Gli aspetti da analizzare sono molteplici e multiformi. In linea tendenziale possiamo dire che i negozi hanno perso tra il 20 e il 30% senza più recuperarlo. D’altronde basta un calcolo semplice per capirne l’impatto…”

Facciamolo.

“Il Twenty conta circa 80 negozi e nel quartiere ne abbiamo circa 200. E’ come se, su un determinato mercato, di colpo la concorrenza aumentasse del 40%. Non a caso un dato non lontano da quello della contrazione media. Lei si immagini cosa può accadere se tutti fossero liberi di aprire indistintamente in tutta la zona produttiva?”

Probabilmente aumenterebbe questo rapporto.

“Appunto”.