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Bisogna superare il patto di stabilità e puntare ad una vera riduzione del cuneo fiscale

20 Ottobre 2022

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Bisogna superare il patto di stabilità e puntare ad una vera riduzione del cuneo fiscale

Con l’inflazione locale all’11%, più alta in Italia, l’intervento economico d’aumento stipendiale e salariale rischia d’essere assorbito e non impattare. Sarebbe complicato tali bonus affitto o aumenti ricadessero su certe categorie e non su altre, si rischierebbe d’avere, per ossimoro economico, un aumento di prezzi ed affitti (ci sarebbe una rincorsa all’adeguamento generalizzato). I contratti devono essere rinnovati secondo iter velocizzato e la parte d’utenza andrebbe messa a carico dello stato, solo con questo sistema si tornerebbe ad un potere d’acquisto “più pesante”. In alternativa l’aumento salariale/stipendiale dovrebbe avere una percentuale vicina all’8%, in questo caso il recupero del potere d’acquisto andrebbe al 70%. La Uil per questo motivo chiede “il superamento del patto di stabilità” e punta ad una “vera riduzione del cuneo fiscale”. Ci vogliono circa 45 miliardi a copertura, 60 per coprire 6 mesi, piccole medie imprese comprese (s’eviterebbero però licenziamenti).
“Siamo consci che i bonus provinciali non abbiano l’impatto che ci aspettavamo, sono una goccia che però almeno riusciamo a garantire alle famiglie”, cosi il sub-commissario Mauro Baldessari che aggiunge: “siamo favorevoli agli aumenti di salario e stipendio, ma nell’ambito di rinnovo d’iter. Non seguiamo l’inflazione o ci troveremo con uno scenario peggiore, perché in questo contesto economico non garantiamo aumento dell’8% a pioggia, si rischia nel paradosso di squilibrare il mercato degli affitti, che secondo nostre proiezioni rischiano d’aumentare”.

Foto, Mauro Baldessari