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RICORDI STRUGGENTI AL CIMITERO DE LA RECOLETA

20 Marzo 2022

RICORDI STRUGGENTI AL CIMITERO DE LA RECOLETA

Due anni fa, di questi giorni, il nostro collaboratore Maurizio Panizza si trovava in Sud America. Riproponiamo oggi il terzo dei suoi reportage scritti a Buenos Aires in quel periodo.

RICORDI STRUGGENTI AL CIMITERO DE LA RECOLETA

La fiaba e il dramma di una giovane sposa.

Molto vicino alla tomba di Evita Peron, la giovane Liliana Crociati de Szaszak (1944–1970) riposa nel cimitero monumentale di La Recoleta di Buenos Aires ormai da più di cinquant’anni. Si trattava di una ragazza di origini italiane, esponente dell’alta società della Capitale.
In luna di miele sulle Alpi austriache occidentali, ad Ischgl, il 25 febbraio del 1970 l’albergo dove era ospite col marito – il “Piz Buin” dell’area sciistica di Zürs, a 64 km da Innsbruck – venne investita da un’enorme valanga che, travolgendo l’edificio fino oltre il terzo piano, riempì la camera e seppellì entrambi. Recuperata dopo un’ora di scavi e rianimata, Liliana morì due giorni dopo a causa della lunga mancanza d’aria e dell’assideramento. Si salvò, invece, il marito, Juan Szaszak, allora trentunenne, recuperato dopo circa 15 minuti.

La tomba fu disegnata dalla madre in stile gotico – molto diverso dai monumenti del resto del cimitero – in legno e vetro, in modo da permettere alla luce di penetrare, come per rappresentare la luce che la ragazza era stata in vita.

All’interno della cripta si può quindi scorgere un ritratto della giovane in colori vivi, quasi psichedelici, con poche ombre, come incominciava ad essere di moda all’inizio degli anni settanta. Il ritratto fu fatto da un suo amico, studente d’arte presso la stessa “School of Fine Arts” che Liliana frequentava. Di diversa fattura è la statua in bronzo, che mostra Liliana nel suo abito nuziale. Dopo la morte del cane della ragazza, la scultura fu leggermente modificata nella posizione della mano destra in modo da accogliere, in una carezza, anche la statua del cane. Pure la bestiola riposa nel cimitero. Accanto alla tomba, una poesia scritta dal padre in un italiano un po’ approssimato.

“A Mia Figlia
Solo mi chiedo il perché Tu sei partita e distrutto hai lasciato il mio cuore
Che te solamente voleva, perché?
Perché? Solo il destino sa il perché e mi domando perché?
Perché non si può stare senza te, perché?
Tanto bella eri che la natura invidiosa ti distrusse, perché?
Perché solo mi domando che Dio si porta via ciò che ha il suo nome.
Perché si distrugge e lascia all’infinito il dolore!
Perché? Credo al destino e non a te. Perché?
Perché solo so che sempre sogno con te, perché?
Per tutto l’amore che sente il mio cuore per te.
Perché? Perché?
Il tuo papà.”

Anche se il marito successivamente si risposò e mai più volle parlare dell’evento, la tomba – che è fra le più suggestive e visitate del cimitero – richiama il mito dell’amore eterno che, nonostante il passare dei decenni, sopravvive alle stesse persone che ne furono rappresentate. La statua di Liliana, dai lineamenti tristi e allungati attira ogni una grande folla. Sulla base è inciso il nome del suo amato cane: Sabú.

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