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Alto Adige. Perché i bambini e relativa scuola per l’infanzia arrivano sempre per ultimi?

14 Luglio 2020

Alto Adige. Perché i bambini e relativa scuola per l’infanzia arrivano sempre per ultimi?

“Le persone si incontrano normalmente, i turisti passeggiano per i centri cittadini e anche le manifestazioni – rispettando le regole – si svolgono in modo nuovo. Intanto però i bambini della scuola per l’infanzia devono essere ancora accuditi in microgruppi di cinque.” Questa è la domanda che si pongono i membri del Team Köllensberger. “Ovunque vediamo persone che si riuniscono. Perché i bambini che frequentano i gruppi estivi con le varie offerte di assistenza all’infanzia continuano ad essere gestiti in gruppi di cinque?”, chiede Maria Elisabeth Rieder. Comuni e privati hanno organizzato le attività estive in condizioni difficili e l’ostacolo maggiore è stato reperire personale e spazi adeguati per ospitare gruppi tanto piccoli rispettando la normativa.
Ora che quasi tutte le norme di sicurezza sono state allentate, si pone giustamente la questione del perché i gruppi di bambini non possano essere ingranditi“Un gruppo tanto piccolo viene vissuto in modo diverso dai bambini. Mi viene spesso riferito che è difficile tenerli separati, perché i bambini cercano spontaneamente gli altri bambini e i loro amici per giocare”, dice Rieder.
Anche il dr. Franz Ploner ritiene che questa misura sia ormai superata: “Il rischio di infezione tra i bambini è estremamente basso. Inoltre, non ha molto senso mantenere gruppi così piccoli e regole così rigide mentre il resto della società riprende una vita quasi normale”.

Foto, Franz Ploner e Maria Elisabeth Rieder.

Giornalista, scrittrice, editore.
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