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Merano. Richard Strauss nella “terra benedetta”

2 Gennaio 2020

Merano. Richard Strauss nella “terra benedetta”

Richard Georg Strauss, nato a Monaco di Baviera nel 1864 e morto a Garmisch-Partenkirchen nel 1949, è tra i musicisti più illustri giunti a Merano, dove si trattenne circa sei mesi. Il compositore e direttore d’orchestra non va assolutamente confuso con gli Strauss viennesi, i famosi compositori dei valzer e delle operette, di cui non era neppure parente. Durante la sua vita più volte Richard Strauss soggiornò in Sudtirolo e di solito a Merano. Sembra che la prima volta sia venuto nel 1922 per esibirsi come pianista nella prima festa della musica, passata alla storia culturale della città, accompagnando la soprano Lotte Schöne in una serata di Lieder. Questa festa della musica era stata ideata dal medico dell’allora Azienda di Cura e Soggiorno Adolf Wilhelm Schmidt per rilanciare il turismo di cura dopo la Grande guerra. Allora Strauss, già un uomo di 58 anni, era uno dei più famosi musicisti d’Europa, compositore di grandi opere e per tanti il più illustre compositore in campo sinfonico. Strauss in quegli anni era direttore della Wiener Staatsoper e proprio nel 1922 diresse il famoso festival di Salisburgo, di cui era stato uno dei fondatori assieme a Hugo von Hofmannsthal e Max Reinhard. Successivamente Strauss venne a Merano più volte, i lunghi soggiorni dal 1937 al 1941 sono noti. Secondo le lettere che il musicista avrebbe scritto allo studioso e critico di musica Willi Schuh e al direttore d’orchestra Karl Böhm, risulterebbe che il suo alloggio preferito fosse al Park Hotel di Maia Alta, successivamente trasformato in ospedale Lorenz Böhler, che oggi ospita una scuola alberghiera. “Una terra benedetta” scriveva a proposito di Merano all’amico Willi Schuh, il noto compositore che a Merano se uno spartito di 60 pagine chiamato Japanische Festmusik. Le lettere di Strauss inviate da Merano nel 1940 a Clemens Krauss, a Monaco di Baviera, furono spesso oggetto di censura dal Comando supremo della Wehrmacht. Tuttavia la sua posizione in merito al nazionalsocialismo non è del tutto limpida, poiché dal 1933 al ‘35 fu presidente della Reichsmusikkammer.

Il testo è tratto da “Merano tra una sorpresa e l’altra” di Claudio Calabrese, Edizioni Praxis – Bolzano 2017. In vendita in tutte le librerie o presso Praxis, Portici 51. Tel.: 0471/980801 info@praxis.bz.it 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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