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L’Alto Adige non è l’Umbria, qui i conti bisogna farli con i partiti tedeschi

29 Ottobre 2019

L’Alto Adige non è l’Umbria, qui i conti bisogna farli con i partiti tedeschi

Con il modello che vince in Umbria si vincerà anche nelle sfide a Bolzano, Merano e in tutti gli altri principali centri della Provincia. “Vince la squadra” – ci ha ricordato, Salvini. E Fratelli d’Italia, Lega, liste civiche e Forza Italia è la squadra vincente che non si cambia, afferma Alessandro Urzì di Fratelli d’Italia e l’Alto Adige nel cuore in una nota diffusa oggi.
Il nodo centrale resta Bolzano, il capoluogo altoatesino che certamente non può essere paragonato a una città umbra come Perugia. Farlo significa non tener conto della storia di questa terra e in particolare delle sensibilità che caratterizzano gli elettori in casa SVP. È impensabile che la Stella Alpina possa sostenere una Destra vicina a valori ancora troppo contigui con i tempi che pesarono su tutto il territorio, in particolare sul capoluogo altoatesino. Non è una questione di vincitori e vinti e neppure di vittime e di oppressori. Le colpe sono diffuse e una vera elaborazione del passato non è stata fatta. Ci sono dei tentativi degni di nota, ma siamo lontani dalla vera convivenza in Alto Adige. Continuiamo a vivere uno accanto all’altro e non per l’altro. Volontà politiche? Anche, ma non solo! I rappresentanti del popolo nei vari consessi istituzionali rispondono sempre più agli umori del momento, rincorrono sondaggi, anziché pianificare risposte alle esigenze del popolo sovrano. Certo, scelte di governo non sono semplici e una opzione è sempre una rinuncia a qualcosa. Non è possibile accontentare tutti. Le scelte di campo vanno fatte. Decidere non significa denigrare l’avversario, ma scegliere in funzione di chiare visioni politico-sociali. Non è un peccato voler essere di Sinistra, di Destra, di Centro o altro. Ciò che conta sono i contenuti. Cosa rappresentano questi schieramenti? Sentirsi legati ad un partito come la Stella alpina ha un significato ben preciso. Stessa cosa vale per le altre formazioni di lingua tedesca come i Freiheitlichen, piuttosto che la Südtiroler Freiheit. Il Team K oggi è un’opzione per molti tedeschi e non solo, come da anni lo sono i Verdi. Meno il Movimento 5 Stelle, i cui elettori sono transitati altrove. La situazione è diversa nel mondo italiano, dove si tende ad orientarsi verso Roma, anziché verso il territorio. È vero che la Lega si proclama autonomista, tuttavia è innegabile un forte riferimento nazionale. La figura di Salvini è persino predominante. Gli altri partiti di Destra e Centro-destra italiani sono fondamentalmente orientati verso il potere centrale. Questo vale anche per il Movimento 5 Stelle, benché all’interno del partito ci siano degli interlocutori locali molto disponibili e aperti al confronto. Il PD altoatesino sembra voler essere un esperimento territoriale, chissà se funzionerà? Da una parte fortemente ancorato alla capitale, dall’altra in loco pensa di far correre a Bressanone un candidato sindaco di madrelingua tedesca alle prossime comunali. L’unica realtà italiana non estemporanea, basata sul territorio, è il movimento nato dai fuoriusciti dal PD, “Noi per l’Alto Adige”. Una formazione interessante, ma ancora agli esordi e considerando la situazione altoatesina, difficilmente troverà il dovuto riscontro nella popolazione. Entrare ora nel merito delle varie liste civiche che eventualmente si formeranno e si presenteranno all’elettorato nella primavera del 2020 è prematuro, dato che più di una fungerà da lista civetta. Un tempo si chiamavano giochi elettorali. Oggi non saprei!
In ogni modo, considerando che la SVP correrà da sola al primo turno alle prossime comunali a Bolzano, non è detto che alla Lega convenga allearsi con dei partiti poco graditi alla Stella Alpina.

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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