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Psicologia. Uomini e donne in estate, forse più liberi di amare

5 Agosto 2019

Psicologia. Uomini e donne in estate, forse più liberi di amare

Cupido non ha un momento prestabilito in cui scoccare le sue frecce. Ovviamente. Ma in estate gli amori, o per meglio dire, gli innamoramenti, sembrano più facili e possibili, favoriti dal particolare clima vacanziero che rende la quotidianità meno impegnativa per tutti. Perché l’estate, sinonimo di ferie, sembra essere il tempo del cambiamento. Tutto si ribalta e si modifica, mutano i ritmi abituali della vita, i comportamenti che gli atteggiamenti che si fanno più liberi e meno formali. Muta anche l’eros e il modo di manifestare desideri e pulsioni.

In ferie, ad esempio, le categorie di tempo e spazio appaiono diverse. Tutto è più breve e istantaneo ma non perché le giornate siano più corte, anzi. Piuttosto perché ogni azione e ogni evento ha un inizio e una fine già prestabilita. E la fine di solito coincide con la conclusione della vacanza che è inderogabile e definita.

L’ unità di misura di ogni accadimento è lo spazio temporale in cui ci consentiamo di sospendere le normali attività per goderci un periodo di riposo che chiamiamo vacanza e il cui nome significa, per l’appunto, tempo vuoto o libero dagli impegni. Così in questo periodo le relazioni interpersonali diventano quanto meno “leggere”. Per esempio si riduce il “cuscinetto” protettivo che poniamo tra noi e gli altri e risulta più tollerabile un contatto ravvicinato, come dialogare con uno sconosciuto o sedersi a mangiare con ospiti mai incontrati prima.  Ci si può dare subito del “tu” e si possono stabilire rapporti confidenziali mentre quelli gerarchici si fanno più flessibili e confidenziali. Si allentano i freni inibitori che regolano le relazioni, la postura e il linguaggio non verbale divengono immediati e per così dire “di pelle”, cioè sensoriali e sensuali insieme.
I sensi, per l’appunto, sono coinvolti di prepotenza nelle relazioni che si stabiliscono, anzi fanno da guida nelle conoscenze casuali e ci permettono di ‘sentire’ cosa ci avvicina o ci allontana dagli altri, cosa ci attrae o ci infastidisce.

Di fatto poi, durante la vacanza, entra in campo la dimensione del gioco e del divertimento come forma di liberazione dagli schemi abituali. Uno spazio che, nella vita di tutti i giorni, normalmente è accantonato dagli adulti. In questa dimensione l’eros può esprimersi con più facilità. Si mostra con il volto della seduttività, o meglio con la maschera che tenta il gioco della seduzione attraverso uno sguardo apparentemente casuale o un sottile ammiccamento capace, invece, di alimentare fantasie e illusioni. È allora che il corpo si infuoca e la libido diviene energia pura che può inebriare.

Si potrebbe dire, insomma, che in estate e durante le vacanze, può essere più facile far emergere quel lato istintuale, immediato e diretto che ha a che fare con la più antica natura di maschi e femmine. E forse è anche meno complicato avvicinarsi a quel territorio della psiche che confina con la nostra parte “animale”. In ogni caso, lontano da qualsiasi moralismo e al di fuori dei legami esistenti o possibili, uomini e donne in estate, forse più liberi di attrarre ed essere attratti, di sedurre ed essere seducenti, più disinibiti nel manifestare quello che provano, attingono a quell’energia dinamica che chiamiamo eros, nel tentativo di compensare le proprie parti rigide.

Giuseppe Maiolo – Università di Trento – www.officina-benessere.it

 

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