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Come è disciplinata la disdetta di una prenotazione alberghiera?

10 Luglio 2019

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Come è disciplinata la disdetta di una prenotazione alberghiera?

“Ho prenotato un albergo ma non posso partire. Ora l’albergatore mi chiede di pagare l’intero importo. Ma devo davvero pagare?”. Questa è la domanda attualmente posta più di frequente al Centro Europeo Consumatori (CEC).
Sono tanti gli italiani in vacanza in questo periodo. Per il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia questo invece è un periodo di intenso lavoro in quanto sono numerosi i consumatori italiani che in questi giorni contattano le esperte del Centro per risolvere i loro disguidi con compagnie aeree, portali di prenotazione, tour operator, noleggi auto e via dicendo. “Molti consumatori ci chiamano perfino dal luogo di villeggiatura”, racconta Monika Nardo, coordinatrice del CEC Italia – ufficio di Bolzano. “Negli ultimi giorni la domanda che ci viene posta più di frequente riguarda la cancellazione di una prenotazione alberghiera”, spiega la giurista. La risposta che le consulenti danno in queste occasioni solitamente ai consumatori non piace: di regola una prenotazione alberghiera non può essere cancellata gratuitamente.
Con la conclusione di una prenotazione alberghiera il consumatore si obbliga soltanto a pagare il prezzo, non anche ad utilizzare la camera prenotata. La disdetta determina l’obbligo del consumatore di risarcire l’albergatore per la perdita subita. Ma in concreto come va quantificata questa perdita? Innanzitutto bisogna verificare cosa prevedono le condizioni contrattuali: alcuni alberghi utilizzano delle percentuali rispetto al prezzo complessivo, che aumentano più ci si avvicina alla data del soggiorno (come avviene per i pacchetti turistici). Potrà quindi accadere che si debba pagare anche il 100% del prezzo se la disdetta avviene all’ultimo minuto. Se invece è stata versata una caparra confirmatoria, oltre a trattenersi l’acconto, l’albergatore potrebbe richiedere il pagamento dell’intero corrispettivo del soggiorno prenotato o del maggior danno subito. Questo accade ad esempio se l’albergatore non riesce più ad assegnare la stanza a terzi oppure aveva respinto altre prenotazioni, per conservare quella del consumatore. Nel calcolo della penale di recesso, dal prezzo devono comunque essere sottratti i costi dei servizi accessori, quali la colazione o la somministrazione di altri pasti.
In alcuni casi il consumatore non deve pagare comunque l’intero importo del soggiorno. Ciò accade se l’albergatore ha “venduto” la camera nel periodo prenotato: ma nella pratica è molto difficile dimostrare che l’albergatore sia riuscito ad affittare la stanza a qualcun altro.
Un’altra possibilità di cancellazione gratuita è offerta da molti portali di prenotazione (e di recente anche da alcuni alberghi) che offrono appunto prenotazioni cancellabili gratuitamente fino ad un giorno prima del soggiorno, in cambio di un leggero sovraprezzo rispetto alla prenotazione “normale”.
E cosa fare per i casi di malattia? Per queste evenienze è il consumatore che si deve organizzare e tutelare attraverso la stipula di una assicurazione viaggio per il recesso che copre le eventuali penali di recesso nel caso ad esempio di morte, infortunio o malattia dell’assicurato, di un suo familiare o di altra persona indicata nella polizza. Anche molti alberghi offrono al momento della prenotazione la possibilità di stipulare una di queste polizze.
“Al di là delle spiegazioni giuridiche, in questi casi ai consumatori consigliamo sempre di cercare il dialogo con l’albergatore: chiedendo di posticipare il soggiorno oppure trovando qualcuno al quale cedere la prenotazione, si evita di perdere i soldi del soggiorno”, spiega Monika Nardo.
Da ultimo va ricordato che il diritto di recesso gratuito previsto in generale per gli acquisti online è escluso per tutte le prenotazioni di viaggi e vacanze: il Codice del Consumo esclude infatti espressamente il diritto di recesso per i contratti di fornitura di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione e al tempo libero, quando al momento della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali prestazioni ad una data determinata o in un periodo prestabilito.

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