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Il vescovo celebra il Corpus Domini: valori duraturi per la nostra società

24 Giugno 2019

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Il vescovo celebra il Corpus Domini: valori duraturi per la nostra società

Ieri tutte le parrocchie della diocesi si è celebrata la solennità del Corpus Domini. Il vescovo Ivo Muser ha presieduto la celebrazione bilingue nel duomo di Bolzano, seguita dalla processione nel centro storico. Guardare a Gesù oggi significa trovare “valori affidabili e duraturi su cui poggiare le basi per il futuro della nostra società“, ha detto il vescovo.

La festa del Corpus Domini ha un significato particolare: “Significa celebrare con gioia la presenza reale, la vera presenza di Gesù nel pane e nel vino della celebrazione eucaristica”, ha ricordato il vescovo Muser nell’omelia bilingue in duomo a Bolzano. Una presenza che deve produrre effetti: “Chi veramente si reca alla scuola dell’eucaristia – ha proseguito monsignor Muser – inizia a condividere: pane, tempo, vita, esperienze, speranza, fede.” Pertanto questa solennità invita tutti a guardare Gesù, ha sottolineato ancora il vescovo, “per non distogliere la nostra attenzione da quei valori su cui poggiare le basi del futuro della nostra società. Anche oggi abbiamo bisogno di valori che siano affidabili e duraturi. Se questi valori non ci sono, costruiamo sulla sabbia.”
Dopo la celebrazione, lungo le vie del centro storico si è snodata la tradizionale processione che si è conclusa in piazza Walther. “Quella del Corpus Domini è la più importante di tutte le processioni: portiamo Gesù là dove viviamo, lavoriamo e ci incontriamo. Rappresenta la nostra professione di fede, lungo le strade della nostra vita e del nostro tempo”, ha ricordato il vescovo. Questo perchè, ha aggiunto il presule, “non possiamo mettere da parte Gesù Cristo nella vita pubblica e neppure nelle decisioni politiche e sociali che ci vengono affidate. Una società che distoglie lo sguardo da Dio diventa sempre più fredda, autoreferenziale, egocentrica, curva su se stessa, insensibile: una società disumana.” Da qui l’auspicio finale di monsignor Muser rivolto all’Alto Adige, ai responsabili in campo politico, sociale, economico, educativo, culturale e religioso: “Che Gesù aiuti tutti a convivere nel dialogo e nel rispetto reciproco, nella gratitudine e nella speranza, nello spirito della condivisione e del perdono.”