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Suggestioni dal mondo in arrivo al Teatro di S. Giacomo

2 Dicembre 2018

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Suggestioni dal mondo in arrivo al Teatro di S. Giacomo

Intervista a Max Castlunger
di Mara da Roit

Cresce l’attesa per il concerto-evento che animerà la serata di sabato 8 dicembre al Teatro di S. Giacomo di Laives, con inizio alle ore 20.30 e ingresso libero. Protagonista, la JEMM Music Project, una delle eccellenze regionali in campo musicale, da tempo proiettata ben oltre i confini locali. Occhi puntati quindi sul ‘mago delle percussioni del mondo’ Max Castlunger e sugli altri cinque musicisti di razza e di pari levatura che compongono l’ensemble: Jack Alemanno alla batteria modificata, Marco Stagni al basso elettrico, Matteo Cuzzolin al sax, Hannes Mock al trombone, Mirko Pedrotti al vibrafono. Un organico, che rappresenta ben tre bacini etnici: italiano, ladino e tedesco.
Chiediamo direttamente a Max Castlunger maggiori particolari sullo spettacolo.

Cosa nasconde, Max, il fascinoso titolo “Groovy world music experience…”, ovvero che concerto dobbiamo aspettarci?
[Max Castlunger] «Come nella tradizione della JEMM sarà un concerto squisitamente strumentale, che ci vedrà prendere per mano lo spettatore conducendolo in un viaggio musicale attraverso ritmi africani, sonorità caraibiche, improvvisazioni notturne. Un’immersione fresca ma al tempo stesso caliente nella dimensione groove, in bilico fra l’etnico, il jazzato, l’onirico, il ‘contemporaneo occidentale’ frutto della nostra ricerca, l’evocativo di luoghi e situazioni».

Sorprenderete come sempre il pubblico con la vostra gamma di strumenti particolari; e il pensiero corre innanzitutto a quelli della tua collezione, principalmente a percussione ma non soltanto – raccolti in giro per i continenti e in parte autocostruiti. Facciamo qualche nome?
[Max Castlunger] «Certo: ci saranno lo Steel drum caraibico, il Balafon africano, il Didgeridoo australiano, un set di tamburi delle Alpi di mia concezione chiamato Tapi, un nuovissimo Hang. Ma solo per citarne alcuni e per non togliere del tutto l’effetto sorpresa…».

E come si relazioneranno strumenti e suoni tanto particolari al tessuto della band nel suo insieme?
[Max Castlunger] «Proprio su queste alchimie noi della JEMM lavoriamo, nell’intento di plasmare un tutt’uno capace di coinvolgere, di trascinare, di dare vita a un’osmosi. I miei strumenti di impronta etnica si interfacceranno con altri appartenenti alla cultura musicale occidentale, creando dialoghi musicali che credo di poter definire unici nel loro genere. Il suono e i ritmi incalzanti del Balafon africano e dello Steel drum, ad esempio, si mescoleranno alla energica sezione di fiati composta da Matteo Cuzzolin e Hannes Mock, rispettivamente al sax tenore e al trombone. Il tutto, troverà un supporto ritmico di spessore nel basso elettrico di Marco Stagni e nella batteria modificata di Jack Alemanno. Completerà il connubio musicale il vibrafonista Mirko Pedrotti, donando all’insieme un raffinato tocco di contemporaneità.

Merita qualche anticipazione anche la componente “visuals”, dato che se ne occuperà un vero artista dell’immagine…
[Max Castlunger] «Proprio così. La performance musicale sarà accompagnata da uno slide-show a cura di Gustav Willeit, talentuoso fotografo ladino che, dopo essersi formato alla scuola d’arte e design di Zurigo, si è affermato a livello internazionale. Il suo occhio, la sua mano, la sua sensibilità, gli consentono di tradurre in “scatti” momenti di vita – ora più delicati, ora più crudi – e di creare al tempo stesso luoghi immaginari, evocativi, di pura fantasia. Al Teatro di S. Giacomo presenterà un percorso visivo di questo genere, fatto di suggestioni che si rincorreranno, fondendosi alla musica.».

Tornando appunto all’aspetto musicale, e più in particolare al programma che porterete a S. Giacomo: è trapelata una notizia che varrà da sola il concerto…
[Max Castlunger] «Mi fa piacere vederla in questo modo! In effetti l’8 dicembre presenteremo in anteprima il nuovo repertorio musicale a cui stiamo lavorando da mesi, e che nel 2019 sfocerà nell’uscita di un CD per la prestigiosa etichetta Three Saints Records. Per l’occasione, fra l’altro, durante la serata verranno girati dei video live, cosicché anche l’apporto spontaneo del pubblico sarà determinante».

Dato il prestigio del palcoscenico del Nuovo Teatro di S. Giacomo, che già vi ha ospitati con successo in passato, si può pensare che la serata segnerà un altro bel tassello sul percorso di carriera della JEMM. A proposito, vogliamo ricordare i vostri trascorsi?
[Max Castlunger] «Con piacere. Questo è il nostro sesto anno di attività, essendo la band nata nel 2013, precisamente dall’incontro fra il sottoscritto e altri due colleghi percussionisti altoatesini: Jack Alemanno e Emanuel Valentin, quest’ultimo poi fuiriuscito. Come JEMM abbiamo all’attivo innumerevoli partecipazioni a eventi e happenings musicali di respiro europeo (in Italia, Svizzera, Austria, Germania) che ci hanno dato grandi soddisfazioni, soprattutto a livello di contatto col pubblico, il quale ha dato finora una risposta fantasticamente empatica alle nostre sonorità. Ora, nel 2018, il gruppo si propone in veste rinnovata, frutto di alcuni avvicendamenti e di nuovi innesti di spicco; e, come detto, lanciando un nuovo repertorio che non vediamo l’ora di condividere con la platea di S. Giacomo».

In bocca al lupo, dunque, a Max, Marco, Jack, Matteo, Hannes e Mirko. E un’ultima annotazione, per ricordare chi c’è organizzativamente dietro all’evento: quel Centro culturale S. Giacomo – attivo nel campo della cultura e spettacolo dal 1982 – che con la scelta della serata “a ingresso libero” ha inteso rendere accessibile a tutti gli interessati e a un target trasversale una proposta di tale preziosità.
Evento FB: https://www.facebook.com/events/1188361821312977/
Foto: Edoardo Tomasi.  

 

 

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