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Bolzano, economia. Imprese artigiane, forte calo in Italia tranne che a Bolzano

22 Giugno 2018

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Bolzano, economia. Imprese artigiane, forte calo in Italia tranne che a Bolzano

Dal 2009 al 2017 l’Alto Adige ha una crescita del 2,2%, mentre Trento cala del 10,2% secondo il Centro Studi dell’Unione Artigiani e piccole imprese. “Perde il manifatturiero, aumentano i servizi. Dobbiamo orientare meglio la crescita” è il commento del Presidente della CNA del Trentino Alto Adige Claudio Corrarati:
A dicembre 2017 le imprese artigiane registrate negli Albi delle Camere di Commercio erano 1.327.180, in diminuzione rispetto al 2016 di 15.209 unità (-1,1%). La riduzione delle imprese artigiane verificatasi nel 2017 si inserisce in una dinamica ormai di lungo periodo. Dal 2009, infatti, la contrazione della base produttiva artigiana è stata continua ed è quantificabile in una perdita complessiva di 151.044 unità (-10,2%). A livello locale, fatta eccezione per le province di Bolzano e Monza-Brianza, nelle quali tra il 2009 e il 2017 il numero delle imprese artigiane è aumentato rispettivamente del 2,2% e dell’1,7%, il calo delle imprese ha investito tutti gli altri territori (a Trento -10,2% dal 2009 al 2017), pur seguendo dinamiche differenti a livello settoriale.
È quanto emerge dal report “Le imprese artigiane in Italia per provincia e settore: edizione 2018” pubblicato oggi (22 giugno 2018) dal Centro Studi CNA, che presenta tavole di dati con disaggregazioni territoriali e settoriali elaborate utilizzando la base statistica Movimprese riguardante le imprese artigiane registrate negli Albi delle Camere di Commercio.
I dati relativi alle imprese artigiane dell’Alto Adige – commenta Claudio Corrarati– pur nell’aumento complessivo del 2,2%, indicano nel periodo 2009-2017 un calo del 10,3% del manifatturiero, con punte di sofferenza nell’alimentare (-11,1%), tessile (-26,5%), legno (-16,3%), stampa (-31,8%), lavorazione minerali (-22%), metallo (-10,1%), apparecchiature elettriche (-6,1%), macchinari (-23,7%). In calo anche i trasporti (-9,4%). Tengono le costruzioni (-2,2%), crescono il commercio (+39,2%), il turismo (+24,6%), record dell’89,3% per i settori formazione e comunicazione e del 97,3% per attività professionali, scientifiche e tecniche. Da segnalare che aumentano le riparazioni e manutenzioni (+65,5%), segno che la gente non getta più facilmente i prodotti, che necessitano però di riparatori qualificati. Questi dati ci dicono che ci sono sempre più società di consulenza e formazione, ma la produzione tradizionale perde colpi. Rischiamo di avere troppi consulenti e poca manodopera qualificata, in linea con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Occorre una riflessione seria perché se, da un lato, in tante classifiche l’Alto Adige è al primo posto, anche in questa di CNA sul numero di imprese artigiane, dall’altro lato dobbiamo sviluppare percorsi nuovi che non vadano ad intasare settori già colmi di aziende. Non possiamo sederci a gongolare per il primato, ma occorre chiedersi per quanto tempo sarà possibile mantenerlo vedendo i trend che emergono da queste statistiche e unendoli alle difficoltà per le aziende altoatesine di trovare personale specializzato nei settori artigianali strategici come l’impiantistica, l’edilizia nel settore finiture, i trasporti”.
Secondo il Centro Studi CNA a livello settoriale, in alcuni casi la diminuzione della base produttiva artigiana è stata determinata dalla crisi. È il caso della manifattura e delle costruzioni dove la caduta dell’attività produttiva ha investito l’intera base produttiva, in larga parte costituita da imprese artigiane. Purtroppo, la ripresa dell’attività economica consolidatasi nel 2017 ancora non si è riflessa in un aumento della base produttiva. In altri casi, però, è stato soprattutto il modello artigiano a non avere retto all’impatto della crisi determinando così una diminuzione del numero delle imprese. Nel settore dei trasporti, ad esempio, a fronte di una riduzione ampia del numero delle imprese artigiane, si riscontra un aumento di quello delle imprese non artigiane. È verosimile che in questo contesto, la crisi abbia determinato una riorganizzazione del settore favorendo in particolare le imprese di dimensioni maggiori.
Analizzando il biennio 2016-2017 in Alto Adige, Corrarati rimarca che “perdura il calo dei settori ormai in crisi e si conferma la crescita dei comparti in fase di sviluppo. Dobbiamo chiederci, però, quanti servizi servano alle imprese e quale sia la reale carenza di personale specializzato. Dopo anni di battaglie per chiedere la semplificazione all’amministrazione pubblica, ci attendiamo che adesso parta davvero, riducendo la necessità di consulenti ai quali le aziende fanno ricorso per il disbrigo delle pratiche burocratiche. Un esempio è la fatturazione elettronica, che richiede un investimento nel software e nel personale impiegato in questo settore aziendale, ma comporta la diminuzione dell’utilizzo di studi di consulenza commerciale”.

In foto, Claudio corrarati, presidente Regionale CNA

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