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Eurac Research riunisce a Bolzano 80 esperti in ricerca ecologica a lungo termine

26 Maggio 2018

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Eurac Research riunisce a Bolzano 80 esperti in ricerca ecologica a lungo termine

Il centro di ricerca altoatesino ospita la conferenza nazionale di LTER. 

LTER sta per Longterm Ecological Research, cioè ricerca ecologica a lungo termine. In tutta Italia, in vari siti terrestri, d’acqua dolce e marini, i ricercatori eseguono misurazioni a lungo termine. L’ampia serie di dati comprende parametri ambientali come temperatura dell’aria, umidità del suolo, radiazione solare e precipitazioni. Con queste informazioni i ricercatori possono registrare con accuratezza i processi ecologici e prevedere con maggiore precisione gli effetti dei cambiamenti climatici. Uno di questi siti di ricerca è il laboratorio all’aperto che si trova in val di Mazia, nell’alta val Venosta, coordinato dai ricercatori di Eurac Research assieme ai colleghi delle università di Bolzano e Innsbruck. Dal 28 al 30 maggio Eurac Research ospiterà la conferenza annuale della rete LTER italiana: 80 esperti tra biologi, geografi ed esperti sul clima discuteranno le possibilità e le difficoltà legate alla condivisone dei dati e delle informazioni raccolte.

In Europa i siti LTER sono circa 400, distribuiti in 24 paesi. In Italia questi siti sono 24; ognuno comprende più stazioni di ricerca, per un totale di 80 “laboratori a cielo aperto” situati in ecosistemi diversi, come il lago di Garda, la zona di Valbona nel parco naturale Adamello-Brenta, la laguna di Venezia e il golfo di Napoli. Dal 2014 anche la val di Mazia è entrata a far parte del network e i dati raccolti in quest’area confluiscono della rete internazionale LTER, pronti a essere confrontati con quelli di altri luoghi del mondo.
Quello della val di Mazia è il primo sito LTER italiano per cui, oltre alle webcam, i dati relativi a temperatura dell’aria, precipitazioni, umidità, direzione e velocità del vento sono liberamente accessibili online. In questo modo, ad esempio, i contadini possono controllare le condizioni climatiche e pianificare in maniera più efficiente l’irrigazione dei loro campi e prati.
Il principio dell’open science ‒ secondo cui i dati devono essere condivisi non solo all’interno della rete scientifica, ma con un pubblico più ampio ‒ è il filo conduttore di questa edizione della conferenza nazionale.

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