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Merano. Streetworkers in azione nei parchi e nei campi gioco

24 Agosto 2017

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Merano. Streetworkers in azione nei parchi e nei campi gioco

Gli Streetworkers di Merano hanno anche l’incarico di vigilare in precise zone sensibili del centro e in vari quartieri della città attivando contatti e dialogo con i gruppi di giovani che trovano in quei luoghi un punto di incontro. Il team verrà ora rafforzato con l’assunzione di un’ulteriore persona con background migratorio per facilitare la comunicazione con giovani di origine straniera. Nei prossimi sei mesi, e per 20 ore alla settimana, il nuovo operatore controllerà parchi e campi gioco. Lo ha deciso ieri la Giunta comunale. La spesa complessiva ammonta a 15.000 euro.

Il progetto, che prenderà il via in settembre e che viene finanziato attraverso i fondi riconosciuti dal Ministero dell’Interno ai comuni virtuosi nell’accoglienza dei richiedenti asilo, è stato promosso dall’assessore Andrea Rossi nella duplice veste di referente sui temi dell’immigrazione/integrazione e del decentramento.

“Il team incaricato, al quale sono state ufficialmente consegnate le chiavi di tutti i parchi cittadini recintati in modo che vi possano avere accesso autorizzato anche fuori dall’orario consentito, svolgerà opera di dissuasione e convinzione nello stile tipico di intervento degli Streetworker”, ha spiegato Rossi. “Al termine del periodo indicato si farà il punto sui risultati raggiunti anche con i diversi comitati di quartiere interessati. Il progetto ha in qualche modo avuto anche un suo riconoscimento da parte del Commissariato del Governo che lo ha inserito, accanto agli altri due stimolati da questa amministrazione, nel suo sito come buona pratica nei processi di integrazione”.

“L’iniziativa – prosegue Rossi – nasce sulla base di un’allerta che viene rappresentata soprattutto da parte di alcuni quartieri. Questi vedono i parchi cittadini e i campi gioco, ospitati nei loro territori, a volte incustoditi e non sufficientemente tutelati: vuoi nella sicurezza, vuoi nel rispetto degli orari, vuoi nell’accessibilità più ampia e garantita a tutti. E questo per la presenza, appunto anche fuori orario, di gruppi di giovani e giovani adulti e per alcuni loro comportamenti. In passato, e in alcuni casi tuttora, i cittadini stessi si sono attivati per l’apertura, la chiusura e il monitoraggio di questi spazi. Ad oggi purtroppo questo impegno è venuto scemando: da qui la necessità di un intervento esterno che non sia immediatamente di repressione e di ordine pubblico, se non nei casi necessari, ma di controllo sociale del territorio, di dialogo e di prevenzione”.

 

 

 

 

 

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