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Fari puntati sul moscerino dei piccoli frutti

8 Agosto 2017

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Fari puntati sul moscerino dei piccoli frutti

Realizzato un sito web con i dati del monitoraggio più approfondito al mondo.  
Da qualche giorno la Drosophila suzukii, il parassita conosciuto anche con il nome volgare di moscerino dei piccoli frutti, gode di un’attenzione particolare da parte della viticoltura altoatesina. Da quando infatti, nel 2011, è stata rilevata per la prima volta la presenza in Alto Adige di questo insetto nocivo, il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura ha avviato un imponente programma di monitoraggio che ha permesso di raccogliere una mole di dati unica al mondo. In questi giorni il progetto ha effettuato un ulteriore salto di qualità: “Tutti i dati raccolti sono stati pubblicati su un sito Internet, permettendo così una consultazione semplice e rapida ad agricoltori e cantine”, spiega Hansjörg Hafner, responsabile per la viticoltura all’interno del Centro di consulenza.
Quest’anno il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura ha iniziato a monitorare la presenza della Drosophila nelle vigne a metà luglio. “Il clima caldo e secco di giugno ha impedito lo sviluppo del moscerino in questa parte di stagione, in quanto il moscerino predilige gli ambienti umidi e non troppo caldi”, fa sapere Hafner. Ora però, nel periodo dell’invaiatura, è molto probabile un suo ritorno. Questi parassiti infestano in particolare ciliegie, piccoli frutti e albicocche, mentre i vitigni più a rischio infezione sono la Schiava e il Moscato rosa.
Da quando nel 2011 è stata rilevata per la prima volta la presenza della Drosophila in Alto Adige, il Centro di consulenza ha avviato una vasta e sistematica opera di rilevamento. “Attualmente il nostro monitoraggio è il più ampio al mondo nel settore della viticoltura”, dice Hafner. L’osservazione continua è essenziale per individuare le misure di difesa più efficaci: “La raccolta tempestiva dei dati è fondamentale per la salvaguardia delle colture, in quanto ci permette di capire caso per caso cosa bisogna fare”, spiega Hafner.
Nel 2016 sono stati analizzati oltre 150.000 acini
Il controllo della Drosophila richiede un impegno notevole: fin quando le uve non sono mature, il volo dei moscerini viene monitorato attraverso trappole a base di aceto. Ai primi di agosto alcune varietà di bacche raggiungono uno stato di maturazione già interessante per il parassita ed è proprio in questo periodo che inizia il lavoro di controllo dei singoli frutti. Rispettando un protocollo predefinito, i contadini prelevano dai loro vigneti almeno 100 acini e li portano ad Appiano nel laboratorio del Centro di consulenza. Qui i chicchi finiscono a gruppi da 50 sotto la lente del microscopio, per accertare l’eventuale presenza di uova di Drosophila.
“L’anno scorso – rivela Hafner – abbiamo sottoposto ad accertamenti 3.105 campioni da 1.200 coltivazioni, per un totale di 155.250 acini”. I diversi vitigni analizzati sono stati in complesso 45, e come detto le varietà più a rischio sono la Schiava e il Moscato rosa. Le uve bianche invece, tranne qualche raro caso, sono state risparmiate. Oltre al clima, altri fattori che incidono sono la ventilazione delle coltivazioni, la vicinanza ai boschi, l’allevamento a pergola e la precisione nella cura delle piante, ad esempio nella fase del diradamento.
Sul sito web www.drosophilasuzukii.it tante informazioni utili per la profilassi
Le analisi però servono a poco se rimangono fini a se stesse: ecco allora che i dati devono essere raccolti e forniti ai diretti interessati. I coltivatori ricevono un sms con i risultati dei loro campioni, ma anche i consulenti viticoli e le cantine sociali devono essere messi al corrente. “Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione l’intera raccolta dati su un sito web, al quale possono accedere tutti i soci”, spiega Hafner. In questo modo ogni contadino può conoscere il grado di infestazione delle proprie piante e individuare le vigne che necessitano di un intervento, ma può anche farsi un’idea della situazione nelle coltivazioni limitrofe.
“Questo sito nasce con lo scopo di facilitare e accelerare il nostro lavoro, diminuendo al contempo le possibilità di errore. In questo modo possiamo prevenire i danni e ridurre il numero di interventi”, aggiunge Hafner. Il nuovo portale contiene anche informazioni generali sul moscerino dei piccoli frutti, accessibili a tutti i visitatori del sito, nonché i dati degli anni passati e le novità nel settore della ricerca sulle misure di contrasto al parassita.
“La raccolta e la successiva pubblicazione di questa enorme banca dati sono il frutto del gran lavoro di squadra che ha coinvolto i nostri 2.800 soci viticoltori, i tecnici del Centro di consulenza e le cantine. Possiamo tranquillamente dire di essere l’unica regione al mondo ad avere allestito un progetto di monitoraggio della Drosophila così capillare”, conclude Hafner. Il nuovo sito dedicato al moscerino dei frutti è online dall’inizio di questo mese.
Foto/© Centro di consulenza
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