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Turchia. Gli universitari guidano l’opposizione a Erdogan.

14 Aprile 2017

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Turchia. Gli universitari guidano l’opposizione a Erdogan.

La partecipazione al voto degli universitari potrebbe decidere per la sconfitta della Riforma costituzionale.

È dall’università più antica della Turchia che parte la lotta dei giovani contro la riforma costituzionale di Recep Tayyip Erdogan. Qui, fra cortili appartati, bar e internet point è possibile incontrare i Gençlik Hayir, la «Gioventù del no». Centinaia di studenti universitari provenienti dalle diverse università del Paese che, indipendentemente dal loro credo politico e dalla loro provenienza etnica e religiosa, sono contro questa riforma. La loro attività è iniziata a febbraio quando è stata resa nota la data della consultazione, ma la loro avversione alle politiche di Erdogan parte ben da prima. «Sono quattro anni – dichiara Murat Yilmaz, studente della Facolta di Scienze Naturali – che la situazione continua a peggiorare. Si parla molto della repressione della libertà di stampa, ma anche i margini dell’azione politica si sono ristretti. Noi ci muoviamo con grande discrezione, anche per i limiti imposti dallo stato di emergenza. Parliamo ai giovani come noi nelle strade, nei caffè. Abbiamo tappezzato le facoltà di adesivi”.

Il movimento Gençlik Hayirè è molto composito, ci sono laici, kemalisti, ma anche quella componente fortemente nazionalista di cui una parte adesso appoggia Erdogan. L’ Università di Istanbul è tradizionalmente un ateneo legato ai valori laici, il problema è che in Turchia questi valori vengono interpretati in modi differenti. All’interno di Gençlik Hayir, gli studenti si muovono con grande circospezione e dichiarano di non avere ambizioni politiche. Sostengono di non essere un partito e che il loro unico obiettivo è che il referendum non passi. “Siamo il futuro della Turchia la decisione riguarda soprattutto noi”, affermano gli universitari. L’esito del referendum dipenderà molto dalla partecipazione al voto. La gioventù turca, decisamente contraria rischia perciò di incidere molto . Secondo i sondaggisti più autorevoli del Paese il sì sarebbe in vantaggio, ma solo di poco, e se la partecipazione al voto dovesse superare l’85%, allora il risultato sarebbe ribaltato.

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