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Trento. “Tempi duri per l’Autonomia”, spiega Ugo Rossi il presidente della Provincia autonoma di Trento

9 Aprile 2017

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Trento. “Tempi duri per l’Autonomia”, spiega Ugo Rossi il presidente della Provincia autonoma di Trento

La questione riguarda anche Bolzano, chiarisce in una intervista all’Alto Adige e al Trentino

L’autonomismo di oggi non può rincorrere la demagogia. Il tema è un altro. Tutti dobbiamo ritrovare il senso dell’appartenenza e capire il valore dell’autonomia.” Ad affermare ciò è Ugo Rossi, esponente del Patt, il Partito Autonomista Trentino, in una intervista ai quotidiani “Trentino” e “Alto Adige”.

“Il tema riguarda anche Bolzano. Dobbiamo allacciare relazioni nazionali e internazionali , anche di alto livello. Io ci ho provato ma ho avvertito un po’ di provincialismo. Il clima è pesante. Ci siamo impegnati per cambiarlo, ma questi temi vanno portati e affrontati fuori dal Trentino I nostri parlamentari devono aiutarci – afferma – in modo diverso, contribuendo alla costruzione di un’idea positiva del federalismo. Serve della sana utopia. Ci vuole una logica regionale innovativa”. “Dobbiamo sfidare l’Alto Adige – continua il governatore Rossi – per cercare insieme di essere più innovativi sulla Regione. Qualche esempio: sui trasporti possiamo muoverci e decidere al livello regionale, sulla previdenza o anche sulla sanità. E così sui rapporti con l’Europa e su altri temi che dobbiamo riportare nell’alveo regionale”. Vale la pena di fare una riflessione sull’autonomia del domani.” Riguardo al fatto che nell’ambito dei lavori preparatori per la riforma dello Statuto di autonomia si siano formate due commissioni, una per Bolzano, la Convenzione, e una seconda per Trento, la Consulta,  Rossi ritiene che questo non sia motivo di divisione e sollecita “ad avere piena consapevolezza dei punti sul tappeto, sia quelli di forza che quelli critici. “Serve – ribadisce – ritrovare anche un po’ di orgoglio e di identità. “Se ci fosse un preambolo che richiama anche a livello statutario gli accordi internazionali e le fondamenta della specialità non sarebbe male – afferma riguardo alla elaborazione del Terzo Statuto – “La seconda via è quella di avere una Regione snella e innovativa – conclude – con una governance e una produzione legislativa più agili per gestire gli aspetti che dobbiamo seguire insieme.

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