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Bolzano. Si rompe il tabù sulla scuola bilingue, il senatore Palermo deposita il suo disegno di legge.

21 Febbraio 2017

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Bolzano. Si rompe il tabù sulla scuola bilingue, il senatore Palermo deposita il suo disegno di legge.

Occorrono 15 genitori che ne chiedano  l’istituzione.

Il senatore Francesco Palermo ha presentato un disegno di legge che spiana la possibilità di istituire sezioni bilingui in tutte le scuole dell’Alto Adige. L’indipendente Francesco Palermo, costituzionalista, eletto in senato da Pd e Svp, presidente della Commissione dei Sei, propone in tutta autonomia un disegno di legge in aperto contrasto con un principio dello Statuto di autonomia, il discusso ma intoccabile articolo 19.

Ne ha spiegato egli stesso ieri il contenuto al Circolo della Stampa, a Bolzano. “Non si tratta di togliere nulla a nessuno – ha spiegato il senatore – ma di aggiungere un’opportunità. La proposta non tocca il sistema attuale, come previsto dallo Statuto di autonomia, che prevede l’istituzione di scuole separate per gruppi linguistici, perché questo è un fondamentale diritto delle minoranze linguistiche. Si tratta di aggiungere la possibilità di prevedere  accanto alle scuole in lingua tedesca, italiana e ladina anche scuole ad insegnamento paritetico delle lingue italiana e tedesca, con l’aggiunta, evidentemente delle lingue straniere”.

L’articolo 19 dello Statuto di autonomia esclude tassativamente questa possibilità. Recita infatti che ”Nella provincia di Bolzano l’insegnamento nelle scuole materne, elementari e secondarie è impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna. ”

Il disegno di legge di Palermo prevede di aggiungere a tale testo il seguente comma. “Presso tutte le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione qualora vi sia la domanda di almeno 15 iscritti sono attivate classi con insegnamento su base paritetica di ore e di esito finale in lingua tedesca e in lingua italiana” e viene assegnata alla Provincia il compito di disciplinarne il funzionamento. La Provincia, nel rispetto della autonomia delle istituzioni scolastiche, con propria legge ne disciplina l’ordinamento. Spetta alle istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia e nel rispetto del principio di pariteticità, stabilire in quali lingue impartire le diverse discipline. L’insegnamento è impartito da docenti in possesso delle prescritte qualificazioni accademiche e professionali per i quali la lingua di insegnamento – tedesca o italiana – è anche madrelingua. Le classi così attivate proseguono fino al completamento del rispettivo ciclo di istruzione.”

Fredde le reazioni della Svp a questa iniziativa. Karl Zeller, presidente del Gruppo per le autonomie non firmerà la proposta di Palermo, la fine della legislatura non sembra essere lontana ed è quindi assai improbabile che la proposta di legge possa venir discussa in Senato. Palermo è perfettamente consapevole che la sua proposta di legge venga discussa in questa legislatura, ma ciò che gli interessa è aver dato consistenza formale in un atto parlamentare di importanti e reiterati dibattiti sulla scuola bilingue.

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