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Bolzano. Herbert Dorfmann (Svp) europarlamentare sudtirolese in visita in Afghanistan.

24 Febbraio 2017

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Bolzano. Herbert Dorfmann (Svp) europarlamentare sudtirolese in visita in Afghanistan.

Luci e ombre, paese in difficoltà dopo il ritiro delle truppe Nato

L’alto rappresentante dell’Unione europea, Federica Mogherini, e il presidente afgano, Aschraf Ghani, hanno firmato settimana scorsa, a lato della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, un accordo di partenariato e cooperazione tra Unione europea e Afghanistan, con l’obiettivo di migliorare la cooperazione tra Afghanistan ed Europa. Dopo il 2001 l’Afghanistan ha ospitato il più grande contingente NATO ed è anche il principale destinatario degli aiuti allo sviluppo europe. La delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Afghanistan, della quale Herbert Dorfmann è membro, ha deciso con il suo viaggio di fare esperienza diretta della realtà di questo Paese. In tal senso, a Kabul si sono tenuti vari incontri con i rappresentanti del governo afgano, tra i quali anche il primo ministro Abdullah Abdullah, con diplomatici e con alcune organizzazioni non governative, impegnate su temi come migrazione, sviluppo e emancipazione delle donne. “L’impressione generale è in chiaroscuro“, dichiara Herbert Dorfmann dopo la missione di quattro giorni a Kabul. In termini di sicurezza, la situazione si è molto deteriorata dopo il ritiro delle truppe Nato. Kabul sembra una zona di guerra. I talebani conquistano terreno, soprattutto nelle zone rurali, e minacciano lo Stato. Uno dei temi centrali dei tanti incontri a Kabul è stata la migrazione. “I politici del posto sembrano consapevoli del fatto che per molti afgani la fuga verso l’Europa termina con una delusione. Gli sforzi comuni con l’Unione europea per fermare i flussi migratori stanno portando i loro frutti. Il numero di chi cerca di venire in Europa è calato drasticamente” secondo Dorfmann.”Ci è stato detto molto apertamente che noi europei non possiamo attirare gli afgani con delle false promesse e gettarli così nelle grinfie delle reti dell’immigrazione clandestina,” afferma Herbert Dorfmann. Se si considera che solo l’anno scorso più di un milione di migranti provenienti da Pakistan e Iran sono ritornati in Afghanistan e che questi spesso finiscono a Kabul, dove già circa quattro milioni di persone vivono in condizioni il più delle volte disumane, diventa chiaro che i 10.000 rimpatriati dall’Europa non sono il problema più importante della politica afgana “, conclude Herbert Dorfmann.

Foto dalla sinistra: Europarlamentare Petras Auštrevičius, Primo Ministro Abdullah Abdullah e Herbert Dorfmann

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