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Scuola di scrittura creativa a Bolzano

14 Gennaio 2017

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Scuola di scrittura creativa a Bolzano

La scrittura, nata per dare all’uomo il ricordo preciso, fruibile. Utilizzata per descrivere il mondo a chi viaggiare non poteva o voleva. Utilizzata per catalogare, o per propagandare politici più o meno moderni, Virgilio la utilizzò come “televisione”.

Oggi la scrittura cosa rappresenta? Ha molti ruoli, senza sarebbe vivere in cecità. La scrittura oggi ha invaso il nostro modo di vivere, dal cellulare ad internet, sono molti coloro che se ne servono, molto più che in passato. La scrittura creativa è qualcosa di diverso. La scrittura creativa è ogni genere di scrittura che vada al di là della normale scrittura professionale, giornalistica, accademica e tecnica. La scrittura creativa include romanziracconti e poemi. Nata in molti paesi come manifestazione spontanea di giovani scrittori, è diventata un fenomeno di costume, anche con buoni risultati editoriali e con il fiorire di scuole di Scrittura creativa. Anche la scrittura per il cinema e il teatro rientra nella scrittura creativa, ma viene generalmente insegnata in corsi a parte. La definizione arriva da Wikipedia e non poteva essere nel 2017. Il professor Giovanni Accardo, insegnante del Liceo Pascoli di Bolzano, ha deciso di far provare l’ebrezza della scrittura creativa a tutti, tramite la sua scuola “Le Scimmie “Partendo da queste basi in America, all’interno delle università, nei primi decenni del Novecento (1915), partono i primi corsi di scrittura narrativa che, non molto tempo dopo, diventano corsi di scrittura creativa, come materie autonome. Nel 1936 nasce l’Iowa Writing Workshop, il master più prestigioso, dove hanno studiato e/o insegnato John CheeverKurt VonnegutPhilip RothTom Coraghessan BoyleRobert LowellMichael CunninghamTrenton Lee Stewart.

Il principio che sta alla base di questi corsi ed insegnamenti è semplice: si impara a scrivere, scrivendo, misurandosi concretamente con l’elaborazione di un racconto. Questo richiede la presenza di un insegnante con comprovate competenze nella pratica della scrittura; per questo motivo un letterato famoso viene invitato a vivere nella stessa struttura nella quale insegna scrittura creativa, offrendo la sua esperienza agli studenti iscritti al corso e agli aspiranti scrittori. In Italia la pratica è arrivata tardi, quasi cento anni dopo. Anche scrittori del calibro di Baricco hanno fondato e diretto scuole di scrittura creativa. Le Università italiane solo di recente hanno attivato laboratori ispirati ai modelli anglosassoni. Perché? Semplice la questione è culturale. L’Italia, fin dal Rinascimento e per cultura punta sul talento innato in certi settori e si affida al genio di turno. In epoca più moderna la questione non è cambiata più di tanto, ve lo immaginate D’Annunzio a gestire una Scuola di Scrittura Creativa? Ma anche Pirandello od Ungaretti, troppo legati ad una scrittura basata sul vissuto, chi la guerra, chi le imprese. Anche all’estero Baudelaire o Wilde avrebbero faticato. La scuola creativa invece possiede uno spirito anglosassone di cultura: il principio è mettere a disposizione di tutti il talento del genio di turno per far crescere tutti i partecipanti. Con seminari o corsi del genere sarà più facile scovare scrittori dotati di talento. Lo scrittore studia per migliorarsi, in questo caso lo studio di potenziamento è incanalato in codeste lodevoli iniziative. L’esperienza quindi è assolutamente da provare, in laboratori infatti si potrebbero scoprire propri talenti sopiti. A Bolzano tutto ciò si può provare grazie alla Scuola di Scrittura Creativa “Le Scimmie”, che proprio in questi giorni organizza un laboratorio di scrittura creativa intitolato “Ricordare, inventare, raccontare”. Questo fine settimana curerà Antonella Cilento, si proseguirà sabato 28 gennaio con Giorgio Vasta. Sempre presso “Le Scimmie”, la scuola di scrittura creativa della Fondazione UPAD di Bolzano. Che state aspettando? Correte a scrivere!

ISCRIZIONI E INFORMAZIONI

UPAD, Via Firenze 51 – Bolzano
Tel. 0471/921023 – fax 0471/921380; E-mail: info@upad.it; http://www.upad.it

Antonella Cilento ha fondato nel 1993 a Napoli il Laboratorio di scrittura creativa Lalineascritta (www.lalineascritta.it) e tiene corsi in tutta Italia. Ha pubblicato  Il cielo capovolto (Avagliano, 2000), Una lunga notte (Guanda, 2002, Premio Fiesole 2002, Premio Viadana, finalista Premio Vigevano, Premio Greppi, selezionato al Festival du Premier Roman di Chambéry), Non è il Paradiso (Sironi, 2003), Neronapoletano (Guanda, 2004), L’amore, quello vero (Guanda, 2005), Napoli sul mare luccica (Laterza, 2006),  Isole senza mare (2009, Guanda), Asino chi legge (Guanda, 2010), Lisario o il piacere infinito delle donne (finalista al premio Strega 2014), Bestiario napoletano (Laterza 2015), La Madonna dei mandarini (NN Editore 2015).

Giorgio Vasta ha pubblicato il romanzo Il tempo materiale (minimum fax 2008, Premio Città di Viagrande 2010, Prix Ulysse du Premier Roman 2011, pubblicato in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Inghilterra, selezionato al Premio Strega 2009, finalista al Premio Dessì, al Premio Berto e al Premio Dedalus), Spaesamento (Laterza 2010, finalista al Premio Bergamo, pubblicato in Francia), Presente (Einaudi 2012, con Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori), Absolutely nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani (Quodlibet 2016). Ha scritto con Emma Dante la sceneggiatura del film Via Castellana Bandiera (2013), vincitore della Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Tiene corsi di scrittura creativa in tutta Italia e per anni è stato repsonCollabora con la Repubblica, Sole 24 Ore e il manifesto; scrive sul blog letterario minima&moralia.

 

 

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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