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Legge elettorale: troppe attenzioni su Roma, quando in Alto Adige è pronta la legge per escludere gli italiani dal governo della provincia

16 Gennaio 2017

Legge elettorale: troppe attenzioni su Roma, quando in Alto Adige è pronta la legge per escludere gli italiani dal governo della provincia

“La comunità italiana rischia di scomparire dal consiglio provinciale”

Se ne parla troppo poco, eppure da qualche mese girano le voci di una proposta di legge da parte della Svp, in grado di spazzare in un colpo solo gli italiani dal consiglio provinciale.

Se adesso sono 5, troppo pochi rispetto agli 8/9 che potrebbero essere stando al potenziale elettorale della comunità di lingua italiana in Alto Adige, con la proposta di introdurre il quoziente “naturale”, potrebbero passare a 3, forse 4, su 35 consiglieri. Ciò significherebbe non contare assolutamente nulla!

Praticamente verrebbe prevista una soglia del 2,7%, che terrebbe fuori molti partiti espressione del gruppo linguistico italiano. Guardando alle elezioni del 2013 solo il Partito Democratico riuscirebbe a superare tale soglia, mentre tutto il centro destra, grillini compresi, rimarrebbero fuori.

Qua non si tratta di discorsi etnici, quanto del coinvolgimento di una comunità, pari ad un quarto della popolazione dell’intera provincia, nel processo decisionale e di indirizzo politico di questa terra. Si tratterebbe di una vera e propria esclusione, in un contesto in cui nel mondo di lingua italiano più che mai ci si sta sforzando di perorare la causa dell’integrazione e del plurilinguismo. E’ sufficiente dare uno sguardo agli innumerevoli progetti di scuole plurilingui, promossi dalla sovrintendenza scolastica italiana, per comprendere come il mondo italofono non sia più quello degli anni ’80 barricato nell’etnocentrismo e centralismo, bensì un mondo che sta cercando di sentirsi parte di questa terra e ormai dalla forma mentis autonomista.

Una legge elettorale è in qualche modo espressione di un territorio e non può non tenere conto del contesto socio-culturale di tale realtà.

Una riflessione va comunque fatta: tale legge sortirebbe effetti estremamente negativi a causa di una comunità di lingua italiana estremamente frammentata, in cui da un punto di vista politico si fatica a fare ragionamenti finalizzati al suo bene, in cui al contempo imperano i personalismi.

Il disegno è chiaro: la Svp vuole approfittare di tale frazionamento per recuperare quei numeri che le vengono rosicchiati alla sua destra e ciò a scapito della comunità italiana, che invece rema a favore dell’integrazione e dell’autonomia.

Che non sia l’ora che i partiti “italiani” comincino a mettere da parte personalismi e quant’altro e a riflettere sul futuro della comunità di lingua italiana in Alto Adige?

Oppure si vuole continuare a delegare potere alla Svp, per essere perennemente i “vice” che contano quel che contano?

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