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Bolzano. Discriminati i bambini Sinti e Rom nelle scuole locali.

29 Gennaio 2017

Bolzano. Discriminati i bambini Sinti e Rom nelle scuole locali.

La denuncia pubblica di Radames Gabrielli, nel Giorno della memoria.

Ricordato ieri in sala di rappresentanza del Comune a Bolzano il genocidio di oltre 500.000 Sinti e Rom nell’ambito delle manifestazioni del Giorno della memoria. “Benché da anni venga richiesto che anche lo sterminio di questi due popoli durante la seconda guerra mondiale venga menzionato formalmente nella legge che istituisce in Italia il Giorno della memoria, ancora non si è provveduto al riconoscimento.” Queste le parole della relatrice Eva Rizzin, ricercatrice dell’Università di Verona di origine sinta nell’ambito della conferenza organizzata dal Comune davanti a un folto pubblico di cittadini e diverse scolaresche di Bolzano, Merano e Vipiteno. “Scenari di antiziganismo in Italia tra passato e presente” il titolo della conferenza.

Ha aperto i lavori dell’incontro – organizzato dalla associazione Nevo Drom con il sostegno del Comune e la Provincia di Bolzano – il vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini che ha sottolineato l’importanza che la comunità dei Sinti si faccia conoscere da tutti i cittadini e ha annunciato che quest’anno anche alcuni ragazzi sinti parteciperanno al progetto “Treno della memoria” che nei prossimi giorni andrà a visitare Auschwitz.

Ma il momento forse più sorprendente della manifestazione è stato l’intervento di Radames Gabrielli, responsabile della Associazione Nevo Drom, che ha ricordato che “la storia dello sterminio dei Sinti in epoca razzista è una storia dimenticata, uno sterminio dettato da motivazioni razziali, uccisi in quanto ritenuti “razza inferiore”, destinata solo alla morte”. Sorprendente poi la sua denuncia circa il fatto che gli alunni sinti che frequentano le scuole locali subiscono discriminazioni da parte dei loro compagni, tanto che ha deciso di chiedere un incontro con la Sovrintendente scolastica.

L’assessore comunale alla cultura Sandro Repetto ha commentato come “il problema del bullismo nelle scuole è sempre legato al tema del “diverso”, e in epoca di indebolimento dei valori della solidarietà quale stiamo vivendo, un Sinto può essere stigmatizzato come “diverso.” Repetto ha quindi ringraziato l’associazione Nevo Drom per il suo impegno a stimolare le coscienze a far conoscere la realtà dei Sinti e Rom alle giovani generazioni.

Nella sua relazione Leopoldo Piasere, professore di antropologia culturale a Verona, ha parlato degli “effetti dell’antiziganismo”. Il termine, recentemente introdotto da uno storico tedesco, “consente – ha spiegato l’antropologo –una presa di coscienza del fatto che permangono diffusissimi sentimenti discriminatori nei confronti di Sinti e Rom in Italia  e in Europa. Per ragioni prevalentemente emotive, lo zingaro viene percepito come una persona pericolosa da tenere lontana, e la cui presenza è considerata persino illegittima sul territorio” Che fare per evitare tutto questo? “Bisognerebbe – ha concluso il professore – cercare di coinvolgere il più possibile Sinti e Rom nelle attività sociali per cercare di sconfiggere questa forma di razzismo.”

Giornalista, scrittrice, editore.
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