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Bolzano. Referendum, in Regione vince il Sì come sommatoria di Bolzano e Trento, ma in Alto Adige prevale il Sì e a Trento il No

6 Dicembre 2016

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Bolzano. Referendum, in Regione vince il Sì come sommatoria di Bolzano e Trento, ma in Alto Adige prevale il Sì e a Trento il No

Il popolo della SVP ha seguito l’indicazione di votare Sì, Non così quello del PD di fare altrettanto”

È la SVP che convince i suoi elettori a votare sì, soprattutto l’elettorato della periferia, mentre a Trento prevale il no analogamente al resto del territorio nazionale. In Alto Adige Bolzano i sono stati percentualmente il 63,69 per cento mentre in Trentino il 45,70 per cento. Per il la regione raccoglie quindi tra le due province il 53 per cento, ma le maggioranze nelle due province sono con valori invertiti. Il No, che in Trentino ha avuto la maggioranza del 54 per cento, in alto Adige ha raccolto il 36,31per cento. Alto aspetto da tener presente è che in Alto Adige prevale il No nella città di Bolzano, a maggioranza di lingua italiana, totalizzando il 50,1 dei voti e con uno scarto di 99 voti, a Laives con il 57,8 per cento, a Bronzolo con 54.5 %,  a Vadena con il 57,2 per cento e a Corvara con il 54,1 per cento. È quindi la Bassa Atesina con Laives e Bronzolo che ricalcano i risultati nazionali, mentre nel resto del territorio provinciale il è sempre vincente.

A Brunico ha stravinto con il 71 per cento di poco distanziata da Bressanone con il 68 per cento, minore la percentuale dei a Merano dove il si è attestato al 55,49 per cento.

Per il superano quota 70 per cento Appiano (70 per cento), Chiusa (76,45 per cento), Silandro (71,93 per cento), Renon (78 per cento), Tirolo (73,16), Varna (73,61per cento), Naturno (71,12 per cento),Meltina (74,47 per cento).

Gli elettori di lingua tedesca hanno seguito in maniera compatta le indicazioni del partito di raccolta, contrariamente a quelli di lingua italiana divisi tra Sì e NO. Soddisfatti il presidente della Provincia Arno Kompatscher e il segretario ella SVP Philipp Achammer per l’adesione alla indicazione del partito e amareggiato per la sconfitta di Renzi. Anche perché restano sospese due questioni, quella sulla toponomastica e l’altra sul fisco per le quali la vittoria di Renzi avrbbe propiziato favorevolmente. Da parte del Pd la delusione è molto forte. “Persa una chance “ commenta delusa la segretaria del Partito Democratico. Anche per Christian Tommasini “si è persa un’occasione per rafforzare l’autonomia ma la colpa non è del Pd che ha fatto la sua parte insieme alla SVP

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