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Turchia. Fallito il colpo di Stato. Erdogan torna a Istanbul “combatteremo i golpisti come i terroristi”. 104 morti e più di 1.000 feriti. più di 2.839 militari arrestati

16 Luglio 2016

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Turchia. Fallito il colpo di Stato. Erdogan torna a Istanbul “combatteremo i golpisti come i terroristi”. 104 morti e più di 1.000 feriti. più di 2.839 militari arrestati

”Il tentativo di golpe è fallito”. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni turco Efkan Ala secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera.    – Un “atto di tradimento”. Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito il tentato golpe compiuto dai militari in Turchia sottolineando la necessità di ripulire l’esercito. Il premier turco, Binali Yildirim, ha intanto annunciato questa mattina di aver nominato un nuovo capo di stato maggiore ad interim per sostituire il generale il generale Hulusi Akar. La maggior parte dell’esercito turco non è coinvolta nel golpe militare. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa turco Fikri Isik secondo quanto rende noto al-Jazeera.

Il premier turco Binali Yildirim ha convocato una sessione di emergenza del parlamento per oggi. Lo riferisce l’agenzia Anadolu. La sede del parlamento è stata colpita in nottata durante un bombardamento ma nessun deputato è rimasto ferito, ha reso noto il presidente dell’assemblea, Ismail Kahraman.

Un’unità dell’esercito turco composta da circa 60 militari che ha preso parte al tentato golpe e che ha presidiato durante la notte il ponte sul Bosforo a Istanbul si è arresa questa mattina alle forze di sicurezza in diretta televisiva. Nelle stesse ore caccia F16 turchi hanno bombardato blindati che i ribelli avevano dispiegato vicino al palazzo presidenziale in una periferia di Ankara. Lo riferiscono i media locali citando fonti della presidenza. 

Un gruppo di militari golpisti continua a combattere e mantiene il controllo su alcuni elicotteri militari. Lo riferisce il Guardian citando le fonti locali che parlano anche di 29 colonnelli e 5 generali rimossi dai loro incarichi dopo il golpe. Le unità speciali della polizia turca hanno ripreso il controllo del Commando generale della gendarmeria ad Ankara uccidendo 16 soldati golpisiti. Lo ha reso noto il capo della polizia della Turchia Celalettin Lekesiz citato dall’agenzia di stampa Anadolu. ”Stavano cercando di prendere il comando e il controllo delle forze della gendarmeria in 81 provinve della Turchia”, ha affermato Lekesiz. ”Sedici di loro sono stati uccisi e circa 250 arrestati”, ha aggiunto. La sede centrale della gendarmeria si trova nella zona di Bestepe, dove ha sede anche il palazzo presidenziale.

E’ in atto un coprifuoco in Turchia, dopo il tentato colpo di Stato militare di ieri. Lo annuncia la corrispondente della Bbc in Turchia, spiegando però che la misura non viene ”applicata nei termini più rigidi”. Anche per questo, aggiunge la Bbc, la ”gente sta lentamente uscendo per la strada”, i negozi hanno iniziato a riaprire e circolano alcune auto civili e taxi.   Il governo ha dichiarato di avere la situazione sotto controllo, ma sacche di resistenza sono ancora presenti e così scontri sporadici, precisa il Guardian. E’ salito a 2.839 il numero dei militari arrestati in Turchia per aver tentato un colpo di Stato contro il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan. Lo rendono noto i media turchi.

I responsabili del tentato colpo di Stato in Turchia sono da considerare alla pari di ”gruppi terroristici”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, promettendo che ”non lasceremo il Paese a chi lo vuole occupare’‘ con un atto di forza.   ”Chi ha macchiato la propria reputazione di militare deve lasciare il suo incarico. Continueremo a combatterli come facciamo con altri gruppi terroristici”, ha spiegato il presidente. I golpisti, ha proseguito Erdogan, ”hanno puntato le armi del popolo contro il popolo stesso. Il presidente, che il 52 per cento della popolazione ha portato al potere, è in carica. Non riusciranno ad avere successo fino a quando resteremo contro di loro, qualunque sia il rischio”.

E’ salito ad almeno 104 morti il bilancio degli scontri seguiti al tentato colpo di Stato militare sferrato nella notte in Turchia. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa turca Anadolu, affermando che la maggior parte delle vittime è composta da civili. A completare il bilancio delle vittime del tentato golpe in Turchia ci sono anche 1.154 feriti. Lo riferisce sempre l’Anadolu.
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Fethullah Gulen

Erdogan indica Gulen responsabile del golpe. Predicatore e politologo turco, leader del movimento Hizmet (Il servizio), Fetullah Gulen era un tempo alleato del presidente Recep Tayyip Erdogan. I rapporti tra i due hanno iniziato a incrinarsi nel 1999, quando Gul si è trasferito in esilio volontario negli Stati Uniti, mentre la rottura completa risale all’inchiesta per corruzione del 17 dicembre 2013 che ha travolto il governo Erdogan.  Numerose le accuse rivolte dal presidente turco a Gulen, l’ultima quella di essere dietro al colpo di Stato militare che ha colpito la Turchia, ma anche quella di aver creato un’organizzazione terroristica e un vero e proprio ”stato parallelo” con l’obiettivo di deporlo. Di questa entità farebbero parte militari, politici, giornalisti e numerose altre componenti della società turca. Il movimento di Gulen controlla infatti associazioni professionali e studentesche, organizzazioni caritatevoli, aziende, scuole, università, radio, televisioni e quotidiani.

La comunità religiosa che segue Gulen, inoltre, nella sola Turchia conta decine di migliaia di attivisti e una cerchia di simpatizzanti stimata tra 4 e 5 milioni di persone. E’ questa la forza dell’imam nato 74 anni fa a Erzurum, nella profonda Turchia orientale che nel 1996 ha fondato una delle prime università non statali di Istanbul. Una conquista decisiva per sdoganare l’immagine pubblica dell’Islam in un Paese tradizionalmente improntato a un forte laicismo. Sono oltre 100 le scuole e una decina le università controllate dal movimento di Gulen in Turchia, oltre a centri di istruzione privati in 110 Paesi, dalla Francia al Sudafrica. L’imam ha inoltre interessi in moltissimi settori, compreso quello della finanza dove gestisce Bank Asya che offre prodotti senza interessi secondo i dettami dell’Islam.    Molto influente è poi l’impero mediatico legato a Gulen: da ‘Zaman’, uno dei quotidiani più stampati in Turchia, alla rivista ‘Aksyion’ fino all’agenzia di stampa ‘Cihan’. Oltre ad alcune emittenti televisive, come Samanyolu TV e Mehtap TV. Autore di una sessantina di libri, l’agenzia di intelligence turca Mit lo avrebbe accusato di essere un agente della Cia.

Fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/news-in-evidenza/2016/07/16/32210_turchia-fallito-colpo-erdogan-torna-istanbul-90-morti-piu-1-000-feriti-piu-1-500-militari-arrestati/

 

 

 

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