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Quando il corpo è un’immagine idealizzata

7 Luglio 2016

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Quando il corpo è un’immagine idealizzata

Di Giuseppe Maiolo, Psicoanalista

C’è un dilagare di immagini che ci attornia. Immagini accattivanti di corpi femminili e maschili, in pose a volte artistiche e altre squisitamente provocanti. Il nudo integrale o quasi sulle riviste patinate o in rete non è una novità. Appartiene al linguaggio della comunicazione, sempre più esplicito e seduttivo. Seduce tutti, infatti. In primis gli adolescenti che stanno crescendo e che, con il proprio corpo, ci fanno i conti in ogni istante in quanto la fisicità è una dei territori più impegnativi da attraversare durante l’adolescenza.

Allora serve riconoscere il grande potere che ha l’immagine in generale e oggi soprattutto il web il quale veicola con estrema facilità modelli femminili e maschili che affascinano. Muscoli in evidenza e pelle levigata, sono le rappresentazioni di corpi perfetti che alimentano nei giovani fantasie impossibili mentre vivono con fatica i loro cambiamenti fisici. Non poche volte in questa fase della vita, il corpo è vissuto come problematico.

Lavorando con gli adolescenti, aiutandoli a crescere quando i passaggi sono difficili, capita spesso di imbattersi nella paura di un fisico che muta profondamente giorno dopo giorno. La fobia del proprio corpo o il timore di non poter essere come i modelli presentati ovunque con implacabile insistenza, sta davvero creando angosce profonde e percorsi in salita a molti giovani. Alcuni, maschi e femmine, approdano purtroppo al versante devastante dei comportamenti anoressici, dove il corpo è un nemico da combattere, se non da negare.

Ci sono mobilitazioni importanti che stanno nascendo come quella di limitare per legge la diffusione di quei siti che, più o meno esplicitamente, incitano all’anoressia. Non è una brutta idea, anzi. Significa che si sta portando l’attenzione a quello che è il problema più consistente oggi, ovvero a quanto i comportamenti siano influenzati dalla rete.

Tuttavia chiediamoci se questo da solo può bastare. Se bastano le leggi per non naufragare o se servono, come sempre, altri modelli educativi con cui gli adolescenti possono confrontarsi anche quando trascorrono tempi lunghi sui loro smartphone e navigano da soli sul web in maniera compulsiva.

Il problema vero è di rendersi conto che è la mancanza di presenza di adulti significativi a rendere pericolosi i pensieri e i “desideri” dei ragazzi e delle ragazze, i quali nel corso della crescita incontrano un corpo nuovo e difficile da accettare, perché così diverso da prima. Un corpo che diventa un nemico da combattere se l’ideale sociale è definito dalle immagini pervasive delle top-model o dei palestrati dal corpo tatuato che sfilano in passerella. Possiamo chiudere tutti i siti che vogliamo, ma se manca una comunità educante capace di parlare e di aiutare i giovani a leggere la realtà con occhi diversi, mancano agli adolescenti, bisognosi di identificarsi con qualcuno, gli strumenti per accettare le trasformazioni e crescere in maniera equilibrata.

 

 

 

 

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