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BOLZANO. ELEZIONI, DAL PD PICCOLE INVIDIE E MANOVRE CONTRO DI NOI

25 Aprile 2016

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BOLZANO. ELEZIONI, DAL PD PICCOLE INVIDIE E MANOVRE CONTRO DI NOI

Intervista a Claudio Degasperi, capolista della Lista “Artioli Sindaca

Claudio Degasperi, Lei è il capolista della lista civica Artioli Sindaca, 48 candidati alternati per odine di genere. Come giudica la presenza di 17 liste depositate e 13 candidati sindaco per questa TORNATA ELETTORALE?

La lista civica Artioli Sindaca è una rappresentazione perfetta del mondo bolzanino. Si va dalla studiosa con tre 110 e lode, fino al pensionato, passando da artisti, artigiani, imprenditori e libere professioni. Da capolista porto la mia esperienza di consigliere comunale, la mia formazione politica  storica nei Radicali e il mio ruolo di portavoce al gruppo consiliare provinciale Team Autonomie. Nella nostra lista sono rappresentanti tutti i tradizionali gruppi linguistici della nostra autonomia, compreso quello mistilingue con Artioli dichiarata italiana ma con madre tedesca sudtirolese.  Sul numero delle liste,  queste si sono ridotte rispetto a un anno fa quando se ne contavano 19 mentre la nuova legge elettorale ha penalizzato le coalizioni facendo spuntare tanti candidati sindaci al primo turno. Un fatto che non è stato accolto bene dagli elettori e un secondo turno è praticamente certo.

Il primo giorno da consigliere cosa farebbe?

Depositerei tutti gli atti formali per la variazione di statuto e regolamento comunale, il protocollo da sottoscrivere  con il commissariato del Governo su ‘strade sicure” e il lavoro volontario dei profughi che ospitiamo a Bolzano; lo sportello dei lavori occasionali pagati per i giovani e uno sportello di assistenza in ASSB per i non occupati che superano i 50 anni. Poi il il documento del nuovo regolamento per le mense scolastiche, la revisione delle tariffe Seab e del sistema raccolta rifiuti. Ho pronti quasi un centinaio di documenti per rivoluzionare Bolzano. Quindi  mi guarderei intorno tra gli eletti per cercare gli altri 22 con i quali fare un gruppo di maggioranza. 

Del vostro programma elettorale, quali argomenti Le stanno particolarmente a cuore?

In due parole: rivoluzionare Bolzano. Per farlo abbiamo un programma complessivo serio e articolato già depositato in comune insieme alla nostra lista di candidati. 

La candidatura di Elena Artioli fu rifiutata alle primarie di coalizione del centrosinistra  per “incompatibilità politica”, così si espresse la commissione elettorale preposta. Dovessimo andare al ballottaggio il 22 maggio, a chi pensate di dare eventualmente il Vostro appoggio?

Il secondo turno mi pare inevitabile. Siamo pronti al ballottaggio con Elena Artioli. Noi puntiamo chiaramente su una donna che è già passata in Comune prima di sedere  per la sua seconda legislatura in Consiglio provinciale. Una donna mistilingue  ed esperta in grado di dialogare con tutti i segmenti della città e della Provincia. Sarebbe un sindaco, anzi mi si conceda la flessione italiana Sindaca, davvero vicina ai suoi cittadini con una squadra di governo dietro le quinte in grado di far ritornare Bolzano in cima a tutte le classifiche.  In quanto alla scelta del PD sulle primarie, stendiamo un velo. Meglio parlare di abbaglio che ha messo però a rischio tutto il Partito Democratico. Sotto ci sono ancora piccole invidie nei nostri confronti e piccoli manovratori di aree politiche ormai marginali. Meglio puntare sulle persone che lavorano. Per questo siamo convinti del buon risultato della nostra lista con Elena Artioli candidata a Sindaco. 

Nel panorama delle possibili alleanze per la futura maggioranza del Consiglio comunale, quali le vostre preferenze e le vostre preclusioni?

Se prevarranno le preclusioni è facile prevedere un ritorno al voto a novembre.  Ovvio che per me è quantomeno complicato immaginare di stare in coalizione con un partito che incita all’antisemitismo. Ci sono frange politiche che se elette resteranno isolate. Per la governabilità invece, dipenderà molto da chi, tra le forze politiche tradizionali e civiche, sarà eletto in Consiglio. Spero che si arrivi a un ricambio fresco per sostituire i soliti disfattisti che nella scorsa legislatura hanno frenato uno sviluppo complessivo della città. In tal senso a Bolzano dobbiamo fare scuola abbandonando le vecchie logiche di sinistra (dalemiana, per intenderci) che non resistono più in questa realtà geopolitica. Soprattutto ora che I bolzanini a larga maggioranza chiedono uno sviluppo della città e pongono sulla tavolozza della politica problematiche trasversali. In Consiglio si creerà presumibilmente uno schieramento del no a tutto, contrapposto a quello dello sviluppo, delle libertà e del lavoro. Io starò con il secondo, dove spero di ritrovare anche un rinnovato Partito Democratico.

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