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ALESSANDRO FOREST, “UNITI PER BOLZANO”, VA RICONOSCIUTO A BOLZANO IL RUOLO DI CAPOLUOGO

27 Aprile 2016

ALESSANDRO FOREST, “UNITI PER BOLZANO”, VA RICONOSCIUTO A BOLZANO IL RUOLO DI CAPOLUOGO

Di Pinuccia Di Gesaro 

Alessandro Forest è il capolista della formazione “Uniti per Bolzano”, una delle due liste elettorali di centrodestra che si presenterà alle elezioni comunali dell’otto maggio. Fallito il tentativo di una lista unitaria che comprendesse tutto l’arco della destra del panorama bolzanino, si è costituita la lista unitaria (coalizione) “Uniti per Bolzano”, comprendente Alto Adige nel cuore, Forza Italia, Unitalia in coalizione con la (e) Lega. Costituita da 50 candidati propone candidato sindaco Mario Tagnin. 

Analogamente agli altri capilista poniamo a Forest alcune domande di carattere generale così da tratteggiare qualche aspetto della personalità di un candidato che, per la posizione privilegiata occupata dalla lista, ha buone probabilità di entrare in Consiglio comunale.

Alessandro Forest, al di là dei punti programmatici che la vostra compagine si propone, c’è un pensiero, o una considerazione che sorregge complessivamente il suo impegno politico se sarà chiamato a far parte del Consiglio comunale? 

Bisogna riportare la politica ad atteggiamenti più vicini alla vita di tutti i giorni dei cittadini. Oggi la politica è sentita come un mondo a se stante nel quale i partecipanti fanno solo i propri interessi. Ci sono invece molte persone, tra le quali mi sento di far parte, che portano la loro esperienza e si impegnano con serietà in favore della propria comunità. Certo bisogna tenere in considerazione lo stato di fatto in cui viviamo, forse non ha nemmeno senso ragionare se è la politica che si è distaccata dalla società o viceversa, ma tanto è. E’ assolutamente necessario che i cittadini si rendano conto che sono i soli, con il proprio impegno, che possono cambiare le cose. Con il voto. E’ l’unica arma che abbiamo. Votando possiamo scegliere i nostri rappresentanti e quindi scremare chi non riteniamo adeguato. Ma soprattutto tornare a votare significa due cose. Primo, chi oggi non vota è probabilmente slegato dai partiti ed ha una visione critica della politica. E’ quindi un elettore difficile da raggiungere e la politica, per guadagnare il suo consenso, deve giocoforza migliore se stessa nella rappresentanza e nei risultati della sua azione. Secondo, tanti votanti rappresentano anche una garanzia di governabilità in quanto alzando i quorum per essere eletti sfoltiscono il paesaggio dei “cespugli” obbligando ad aggregazioni. Il non votare, per quanto francamente comprensibile, fa invece il solo gioco dei partiti e della cattiva politica che hanno facilità a gestire “gli zoccoli duri”.

Bolzano è la città capoluogo dell’Alto Adige. Come tale non è uno dei 116 Comuni, e non può essere considerato alla strega di un qualsiasi piccolo Comune. La sua struttura urbanistica, la quantità e la complessità dei servizi che eroga, solo per citare due esempi, non sono nemmeno paragonabili agli altri Comuni del territorio. Quali conseguenze derivano da questo stato di fatto? Quali iniziative e rapporti istituzionali sono da sollecitare e valorizzare?

È correttamente il primo discorso da affrontare. E per farlo poniamo un principio: Bolzano è il capoluogo della nostra provincia e non un comune tra tanti. Il resto sono conseguenze. Bolzano va trattata da capoluogo innanzitutto per l’assegnazione delle risorse. A seguire nel programmare gli investimenti ai quali partecipano altri enti. Mi riferisco ad esempio alla Provincia ed ad investimenti quale le varianti. Spese alle quali il comune da solo non può far fronte. In ultimo nel riconoscere a Bolzano fondi adeguati per i servizi che la città offre a tutta la provincia e per i quali sopporta dei disagi. Mi riferisco ad esempio all’inceneritore o al traffico creato dai dipendenti provinciali.

Mi lasci sottolineare il mio rapporto con la politica. Poco sopra ho infatti affermato la necessità, anche in politica, di porre dei principi. Orbene i principi sono dei “paletti” che esistono nella nostra vita di tutti i giorni ma dai quali la politica sfugge per avere sempre le “mani libere” mentre i principi si osservano quando fa comodo e anche quando non fa comodo.

Per quali settori ritiene siano urgenti investimenti per la città, da effettuare a media e a lunga scadenza e secondo una programmazione temporale realistica?

La viabilità complessiva della città è un grande problema. Lo è già oggi e lo diverrà maggiormente in futuro mentre nel passato si è fatto gran poco. Ho già detto delle circonvallazioni di cui sicuramente la più urgente è la variante in galleria della statale 12. Sono progetti da mettere velocemente all’attenzione della nuova Giunta. Ci vorranno comunque molti anni per vederli realizzati. Ancor più anni ci vorranno per in cosiddetto progetto dell’ ”areale ferroviario”. La costruzione di grandi parcheggi periferici invece è già più a portata di mano.

Sottolineo ad esempio che sono contrario a progetti quali il metrobus o la ventilata funicolare sui prati del Talvera. E lo sono ancor prima di entrare nel merito dei progetti stessi per la semplice ragione che interventi spot non risolvono alcun problema. Ci vuole una seria programmazione a 360°. Uno studio fattibile per immaginare oggi la Bolzano del futuro.

È evidente che quando si parla di investimenti va ripensato il rapporto con la Provincia, per la ragione accennata più sopra che Bolzano non è da considerare alla stregua di un qualsiasi altro Comune del territorio. A questo proposito come dovrà agire il Consiglio comunale?

Il rapporto con la Provincia dovrà essere un rapporto privilegiato, attento e rispettoso. Da entrambe le parti.

Un’ultima questione, ma non per questo meno importante delle altre, anzi. Le differenti anime che compongono la coalizione “Uniti per Bolzano” presentano orientamenti politici anche fortemente contrastanti per non dire contraddittori. “Alto Adige nel cuore” ha una concezione centralistica dei rapporti politici tra Centro e periferia, mentre la Lega è fortemente autonomistica. Se non addirittura separatista. Come pensate di riuscire a fare sintesi da posizioni così lontane?

Innanzitutto l’Alto Adige nel Cuore è un movimento territoriale radicato nel nostro territorio quindi per definizione attento alle questioni locali di cui è profondo conoscitore. A seguire cerchiamo di svolgere un ragionamento. Se vogliamo vincere le elezioni e vogliamo garantire alla nostra comunità la rappresentanza politica che merita dobbiamo fare delle aggregazioni politiche forti. Il lavoro svolto nei mesi passati è stato proprio quello di costruire una grande casa comune aperta a tutti. Abbiamo posto un unico principio: freschezza e novità della classe politica. E’ solo su questo punto che taluni hanno preferito strade diverse. Abbiamo quindi lavorato con umiltà ed intelligenza per esaltare ciò che ci unisce ed il nostro programma per Bolzano è un lavoro importante. Siamo ai blocchi di partenza parte con un 23,46% ottenuto alle scorse comunali da Alto Adige nel Cuore, Forza Italia, Unitalia e Lega. Mancando oggi per tutti le condizioni per vincere al primo turno noi garantiamo alla comunità del centro-destra di partecipare al ballottaggio e non è poco. Gli elettori dovranno capire chi ha i numeri per realizzare un progetto e chi è un bluff.

 

 

 

 

 

 

 

Giornalista, scrittrice, editore.
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