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Giornata internazionale della Madrelingua ricordata in Provincia

19 Febbraio 2016

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Giornata internazionale della Madrelingua ricordata in Provincia

Giornata internazionale della Madrelingua ricordata in Provincia

In occasione della Giornata della Lingua Madre, che ricorre il 21 febbraio, in Provincia a Bolzano oggi con un convegno, si è inteso mettere in risalto l’importanza della conoscenza della propria lingua e del plurilinguismo.

La molteplicità linguistica e culturale costituiscono valori universali ed è importante sostenere l’incentivazione delle lingue che contraddistinguono l’identità e la tradizione culturale delle comunità parlanti. Basti pensare che ogni anno circa la metà delle lingue (anche dialetti) rischiano di scomparire e con esse anche le relative culture.
Anche l’insegnamento delle lingue e il plurilinguismo svolgono un ruolo chiave per la comprensione ed il rispetto reciproco.

Intervenendo al convegno “Giornata internazionale della Madrelingua”, organizzato dal Servizio di coordinamento per l’integrazione del Dipartimento Cultura tedesca e integrazione su imput della Consulta provinciale per l’integrazione, nel tardo pomeriggio odierno, 19.02, a Palazzo Widmann a Bolzano, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha posto in evidenza come la madrelingua equivalga all’identità culturale del singolo e di un popolo; da qui il suo valore intrinseco, culturale e sociale. Parlando di madre lingua, ma anche di lingua paterna, al presidente Kompatscher, come ha detto, viene spontaneo l’abbinamento alla “Heimat”/patria, un concetto positivo in un’epoca storica contrassegnata dalla crescente globalizzazione. In controtendenza, proprio in una tale fase storica, emerge sempre più il tentativo di andare alla ricerca delle proprie radici, legate anche alla lingua madre.
Il tema delle lingue, come ha proseguito il presidente della Provincia, è molto sentito in Alto Adige, dove grande impegno viene rivolto alla tutela delle lingue. Come ha concluso, ringraziando gli organizzatori per l’iniziativa scientifica per sensiblizzare verso la Giornata della Madrelingua: le persone che lasciano il proprio Paese devono imparare la lingua parlata in quello di destinazione, ma devono mantenere viva la propria, altrimenti, invece che di integrazione si tratta di assimilazione.

Il convegno si è sviluppato in un dibattito con Adel Jabbar, libero docente e sociologo dei processi migratori e le relazioni transculturali, e Lorenzo Zanasi, Senior Researcher delll’Eurac nel campo delle minoranze linguistiche.

Lorenzo Zanasi nella sua relazione “La lingua materna e le voci degli altri: una strada a doppio senso” ha affrontato il tema della lingua madre dal punto di vista scientifico, analizzando l’evoluzione degli studi di linguistica e gli ultimissimi approcci tecnici in questo campo. In particolare ha descritto come è nato il concetto di lingua madre e la sua evoluzione negli ultimi dieci anni.come ha fatto presente, dal 2000 ad oggi sono nate molte nuove teorie riguardo la nascita di lingue madri. Si è, inoltre, concentrato anche sul plurilinguismo nativo, tipico di zone con più lingue ufficiali come l’Alto Adige e il Quebec.

Nella sua relazione “Contesti migratori e pluralismo linguistico” Adel Jabbar ha mostrato, tra il resto, i vantaggi e le problematiche del mantenimento di una vera lingua madre alla luce delle nuove tecnologie (social media, internet, skype), che permettono alle famiglie emigrate un continuo contatto, tuttavia spesso distorto, con la patria e le tradizioni del Paese d’origine. Un altro aspetto toccato è quello delle conoscenze linguistiche dei figli degli immigrati nati in Italia e della coesistenza in loro di più bagagli linguistici che per l’utilizzo limitato e povero, possono portare a svantaggi nei percorsi scolastici e professionali, ma anche a conflitti identitari. Il radicamento dei nuovi cittadini, come ha fatto presente Jabbar, pone pertanto quesiti cruciali alle politiche educative e sociali, in particolar modo in riferimento all’educazione linguistica, intesa quale capacità comunicativa.

Il convegno “Giornata internazionale della Madrelingua” è stato organizzato dal dal Servizio di coordinamento per l’integrazione per celebrare l’omonima ricorrenza.

La Giornata della Lingua Madre, che ricorre il 21 febbraio, fu istituita dall‘UNESCO nel 1999 su proposta del Bangladesh, per ricordare la sollevazione avvenuta nel 1952, nell‘allora Pakistan orientale, in difesa del bengalese, madre lingua di quella parte del paese, contro l‘imposizione della lingua urdu. Con questa giornata l‘UNESCO intese ricordare non solo le persone morte in quella tragica circostanza, ma anche mostrare come il multilinguismo possa e debba essere un prezioso alleato per garantire un‘istruzione di qualità per tutti, promuovere l‘integrazione e combattere la discriminazione.

Accanto ai rappresentanti delle associazioni di stranieri, al convegno hanno partecipato funzionari dei centri linguistici, insegnanti e alcune persone interessate all’argomento. In sala era presente la direttrice di Dipartimento, Vera Nicolussi-Leck.

Foto: USP/M.Ebert

One Comment
  1. Sandra

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