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I PRIMI DIECI ANNI DEL TEATRO CRISTALLO. INTERVISTA A PIO FONTANA

2 Dicembre 2015

I PRIMI DIECI ANNI DEL TEATRO CRISTALLO. INTERVISTA A PIO FONTANA

Di Pinuccia di Gesaro

Il Teatro Cristallo compie oggi dieci anni. Il presidente. Pio Fontana, nella conferenza stampa tenutasi ieri, ha esposto un bilancio di questo intenso decennio sottolineando in primo luogo la dimensione fortemente popolare del Teatro e il lavoro di rete con il tessuto istituzionale e associativo della Città, e più in generale del territorio, rispetto al quale Teatro e Associazione Cristallo si sono attenuti lungo la strada percorsa in questi anni.

La sensazione che si ha oggi, ha detto, “è che il Teatro sia entrato nel cuore di molte persone, non solo come polo culturale importante, ma anche come luogo di incontro e di scambio di esperienze, di pensieri e di emozioni”.

Una premessa decisiva nel lavoro preparatorio alla apertura del Teatro è stata la stretta collaborazione tra Comune – Giovanni Salghetti Drioli era allora il sindaco in carica – e Provincia autonoma – Luigi Cigolla invece l’allora titolare dell’assessorato alla cultura – e i funzionari provinciali Antonio Lampis e Cristina Costa. A tutti è andata la riconoscenza di Fontana che ha rivolto “un grande ringraziamento all’assessore Tommasini che ha rafforzato ulteriormente il sostegno e la fiducia nei confronti del Cristallo”.

Gli Enti residenti poi, la Uilt per il teatro popolare, l’associazione Obiettivo per la musica, il Teatroblu per il teatro dei bambini e la Comune (ora non più presente), cioè i collaboratori per la programmazione della stagione, sono stati menzionati con particolare attenzione.

L’insostituibile lavoro dello staff del Teatro – costituito dalla direttrice Gaia Carroli, dalla vicedirettrice Francesca Lazzaro e collaboratori – ha riscosso un grazie particolare. Questi, molto sinteticamente i protagonisti, e le fondamentali linee operative sulle quali il Teatro Cristallo ha operato.

Ma oggi qual è il problema maggiore che il Teatro Cristallo si trova ad affrontare per il futuro?

Ritengo che per un lavoro ottimale di prospettiva ci manca un riferimento forte, ossia un documento di pianificazione culturale da parte degli enti pubblici, soprattutto da parte dell’amministrazione comunale: questi dovrebbero rilevare in modo sistematico i bisogni culturali della popolazione nella dimensione personale e comunitaria, individuando anche le zone che presentano particolari problematiche e che hanno bisogno di essere aiutate a crescere anche attraverso la cultura: dovrebbe esserci in sostanza, in modo analogo a quanto avviene per il settore sociale con il piano sociale, un piano della cultura, che sia il quadro di riferimento, che individua per un certo periodo (5 anni ad esempio) priorità nei contenuti e per le zone maggiormente problematiche.

Non si tratta di limitare la fantasia degli operatori culturali, ma di esplicitare e di pesare anche nei finanziamenti quelle iniziative che maggiormente vanno nella direzione contenuta nel piano.

Nella conferenza stampa Lei ha fatto riferimento alla dimensione fortemente popolare del Teatro Cristallo. Vuole chiarirci più estesamente questo criterio culturale?

Sono convinto che il successo del Teatro Cristallo in termini di partecipazione agli spettacoli e alle occasioni di approfondimento su tematiche ricorrenti stia proprio nella vocazione popolare del Cristallo.

Il Cristallo infatti ha scelto di impostare la programmazione e l’offerta di spettacoli e di cultura, non accettando la polarizzazione della cultura da parte dei due ceti medi (borghesi) tedesco e italiano, ma puntando invece su un modello di offerta rivolto ai ceti urbani popolari e di quartiere senza abbassare la qualità degli spettacoli e del dibattito culturale. Il Cristallo mira ad un concetto di cultura come complesso di eventi di spettacolo, incontri, confronti e dibattito, piacere dello spettacolo, possibilità di essere informati per capire e discutere la vita della città e il mondo contemporaneo.

Riguardo al “lavoro di rete” svolto in questi anni – Comune, Provincia, Università, Teatro Stabile, Diocesi, Associazioni culturali – quale bilancio si sente di poter trarre oggi?

Trovare alleanze e progettare assieme percorsi culturali e la stagione teatrale è stata fin dall’inizio una prassi voluta e cercata: molte le collaborazioni con gli enti pubblici Provincia e Comune, ma molte le intese con istituzioni culturali (teatro stabile di Bolzano, Teatro della ribalta, Unione italiana liberto teatro, associazione l’Obiettivo, compagnia teatroblu, associazione La Comune ed altre), ma anche con l’università di Bolzano e con l’Azienda Servizi sociali.

E’ uno stile e una necessità: dobbiamo condividere la lettura del territorio (bisogni e zone più a rischio) e poi assieme ragionare sul programma comune per offrire alla popolazione, coinvolgendo le forze presenti nei vari quartieri, un’offerta valida.

Avete intrattenuto rapporti di progettualità con la Circoscrizione di appartenenza del Teatro, cioè la circoscrizione Europa Novacella e in concreto quale contributo ne è scaturito per il Teatro Cristallo, inteso “come polo culturale, luogo di incontro e di scambio di esperienze?”

La Circoscrizione Europa Novacella, dove è collocato il Teatro Cristallo, è stata fin dall’inizio un interlocutore importante e la collaborazione è stata sempre molto forte: assieme abbiamo programmato iniziative e volentieri abbiamo sentito le esigenze espresse da Consiglio di quartiere per dare risposte sotto il profilo culturale.

Del resto il Consiglio di quartiere è rappresentato anche all’interno del Consiglio Direttivo – così prevede lo statuto dell’associazione Cristallo Verein – e quindi partecipa attivamente alla vita dell’associazione.

E infine un ricordo. Quale personalità, o semplice episodio, o manifestazione dei dieci anni passati ricorda in modo particolare o perché Le ha fatto piacere, o perché L’ha stupita?

Un ricordo che mi è rimasto vivo dalla prima stagione 2005/2006 è stato l’afflusso di una valanga di persone al teatro Cristallo: il primo anno, d’intesa con la Provincia, l’entrata agli spettacoli era gratuita e la gente, soprattutto del quartiere, ha invaso letteralmente il Teatro con lunghe code in attesa di avere un biglietto di ingresso.

Tre le personalità che mi hanno fortemente impressionato: l’attuale presidente della Camera Laura Boldrini, che era venuta al Cristallo per trattare il tema dei rifugiati, il gesuita Bartolomeo Sorge – quello delle prime forti azioni della chiesa a Palermo contro le mafie – che è venuto a parlarci della figura a lui molto vicina di papa Francesco e il prof. Stefano Zamagli, economista, che ci ha parlato di economia e di bene comune.

Ce ne sono poi tanti altri nei vari percorsi del Cristallo: “Sulle Orme di Ulisse”, all’interno del quale abbiamo parlato di Alexander Langer, pubblicando anche un libretto (fare ancora/weiter machen, edizioni alpha beta), “Le vie del sacro”, “Madre Terra” ed altre ancora.

Un ricordo speciale va anche allo spettacolo di apertura della stagione 2015/2016: “Come una specie di sorriso” con Neri Marcorè e lo Gnu Quartet e il coinvolgimento dell’orchestra regionale Haydn! Una favola!

In foto: Pio Fontana e Laura Boldrini

Giornalista, scrittrice, editore.
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