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NUOVE OPERE AL MART: IN ARRIVO VENTI QUADRI DI GIGIOTTI ZANINI

17 Novembre 2015

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NUOVE OPERE AL MART: IN ARRIVO VENTI QUADRI DI GIGIOTTI ZANINI

Grazie alla generosità della Fondazione Caritro, crescono le Collezioni del Mart che conserva e valorizza oltre 20mila opere

Presentazione   Giovedì 19 novembre, ore 14.30

Mart Rovereto, Sala Amici

Interverranno

Gianfranco Maraniello, Direttore Mart

Nicoletta Boschiero, Curatrice

Paola Pettenella, Archivio del ’900

e

Giovanni Benedetti, Consiglio di gestione Fondazione Cassa di Risparmio

Dario Ghidoni, Presidente Collegio dei revisori Fondazione Cassa di Risparmio

Mariano Marroni, Direttore generale Fondazione Cassa di Risparmio

Sarà inoltre presente Giorgio Zanini, figlio dell’artista Gigiotti Zanini

Eccezionalmente saranno esposte

nella Sala Amici del Mart

Paesaggio con carretto, 1919

La terrazza della bambola, 1919

Natura morta, 1922

Finestra, 1922

In lui colpiva la grazia esistenziale, il suo essersi educato alla gioia del vivere

anche se la vita lo aveva terribilmente aggredito negli affetti.

In questa sua straordinaria natura, ancor prima che nella pittura e nell’architettura,

stavano il poeta e l’artista.

Orio Vergani a proposito di Gigiotti Zanini

La Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto integra e incrementa il proprio ricco deposito di opere conservato presso il Mart.

In particolare, venti nuovi dipinti del maestro trentino Gigiotti Zanini (1893-1962) vengono affidate al museo, tramite la fondazione bancaria, per volontà del figlio dell’artista, Giorgio Zanini che già nel 2013 aveva offerto una ventina di opere del padre.

Si costituisce così un corpus della produzione di Zanini pittore che va dal 1918 al 1962 e riflette, quindi, l’intero percorso dell’artista. Oltre alle opere in deposito, il Mart conserva due sue importanti opere (La nascita di Venere, 1922 e Incendio, 1924, entrambe esposte di recente nella mostra La magnifica ossessione) e un fondo documentario, relativo soprattutto all’attività di Zanini architetto

http://cim.mart.tn.it/cim/visualizza_fondo.do?method=fondi&display=block&filtro_fondo=ff8080814e2b5afc014e2b5b57912d53

La preziosa donazione che arriva al Mart integra il Deposito museale Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto che ad oggi comprende oltre 100 opere tra le quali spiccano i capolavori di alcuni tra i maggiori protagonisti dell’800 e del ‘900 trentino e italiano, da Depero a Moggioli, da Iras Baldessari a Gino Pancheri, da Mancini a Melotti a Hayez.

Oltre alle 20 opere del Deposito Caritro, Giorgio Zanini dona al Mart parte della preziosa biblioteca del padre, che andrà ad arricchire i fondi dell’Archivio del ’900, e cinque dipinti della moglie di Gigiotti Zanini, Paola Consolo (1908-1933).

Gigiotti Zanini

Vigo di Fassa (Tn)1893 – Gargnano (Bs)1962

Architetto e pittore, visse in diverse città italiane e collaborò con riviste e istituti di cultura. Nel 1914 partecipò alla I Esposizione libera futurista internazionale alla Galleria Sprovieri di Roma. Nel 1920 espone alla Nuova Galleria con Carlo Carrà, Arturo Martini, Mario Sironi, Achille Funi e Luigi Russolo.

Gli anni Venti sono caratterizzati da una discreta attività espositiva: partecipa alla Quadriennale di Torino (1923), alla Premiére exposition a Paris d’un groupe de peintres du Novecento Italiano (Galleria Carminati di Parigi, 1926), alla Prima esposizione del Novecento Italiano (Permanente, 1926), alla Quindici artisti del Novecento (Galleria Scopinich, 1927). Più intensa risulta l’attività professionale di architetto che si traduce in allestimenti, ristrutturazioni e costruzioni ex novo di edifici. Negli anni Trenta l’attività espositiva si intensifica: espone a Basilea, Helsinki e Stoccolma con il gruppo Novecento (1930-1931), alla I Quadriennale di Roma (1931), alle Biennali di Venezia (1932 e 1934). Tra il 1928 e il 1940 Zanini si cimenta in una grossa mole di impegni professionali per la realizzazione a Milano di edifici e di interventi parziali su strutture preesistenti. Tra i numerosi interventi, i lavori per la sede della Banca Commerciale Italiana di Parma risultano tra le opere più rappresentative di questo periodo. Nel secondo dopoguerra restaura una casa a Venezia, in Campo San Trovaso, facendone la residenza estiva della sua famiglia e costruisce a Gargnano (Bs) la dimora dove trascorrerà gli ultimi anni della sua vita dedicandosi completamente alla pittura.

In foto: Gigiotti Zanini La terrazza della bambola 1919

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