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Abbandono di rifiuti, corruzione e truffa. A Brindisi arrestati imprenditore e cinque uomini della Forestale, due sono del sud Salento

10 Novembre 2015

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Abbandono di rifiuti, corruzione e truffa. A Brindisi arrestati imprenditore e cinque uomini della Forestale, due sono del sud Salento

BRINDISI/LECCE – C’è chi, in cambio di denaro, ricariche telefoniche e generi alimentari, avrebbe riferito gli orari dei controlli, permettendo così agli imprenditori di abbandonare rifiuti edili in campagna, senza incorrere in multe e denunce.

C’è chi si sarebbe assentato dal luogo di lavoro senza alcuna giustificazione e chi avrebbe utilizzato il telefono di servizio per chiamate private. Per gli investigatori alcuni agenti avrebbero regalato anche cartucce confiscate per fucili a cacciatori.

Questa mattina  i carabinieri del comando provinciale di Brindisi hanno arrestato un imprenditore e cinque uomini del Corpo forestale dello Stato con le pesanti accuse, a vario titolo, di atti contrari ai doveri di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio, concorso in abbandono incontrollato di rifiuti, peculato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e truffa aggravata.

Due forestali, destinatari di custodia cautelare, sono della provincia di Lecce.  Si tratta di Domenico Galati, 40enne di Surano, e Giovanni Bray, 37enne di Martignano, finiti nei guai insieme a Gianfranco Asciano, 41 anni di Brindisi,  Vittorio Greco, 55enne , sempre residente nel capoluogo messapico, Massimo Rosselli, 41enne, e Giovanni Rosselli, 45enne, entrambi di Ostuni.

Le indagini, che hanno riguardato fatti che sarebbero avvenuti tra il 2013 e il 2014, sono state condotte dai militari dell’Arma, coordinati dal pm Milto Stefano De Nozza. Gli arresti sono stati disposti dal gip Paola Liaci.

Per i due indagati Vittorio Greco, imprenditore, e Gianfranco Asciani, in servizio  nel comando forestale  di Brindisi fino a qualche mese fa, si sono aperte le porte del carcere. Agli altri quattro sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tre persone risultano indagate a piede libero.

“Non siamo contenti che accadano queste cose – ha detto il procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli – specie quando sono fatti che riguardano i nostri collaboratori diretti. Questa Procura ribadisce comunque la sua grande fiducia nel corpo forestale dello stato. Sono vicende che riguardano singole persone e quando c’è un’emersione di fatti simili non si può che sanzionare le condotte illecite”.

Ines De Marco

 http://www.ilpaesenuovo.it/2015/11/09/abbandono-di-rifiuti-corruzione-e-truffa-arrestati-imprenditore-e-cinque-uomini-della-forestale-due-sono-leccesi/

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