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80 giorni nei panni di un altr*

21 Novembre 2015

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80 giorni nei panni di un altr*

I Verdi sperimentano le differenze

Martin, 35 anni, nato e residente a Bolzano, eterosessuale e ingegnere si trasforma in Besede, donna delle pulizie, congolese, bisessuale: questo può succedere all’inizio del gioco didattico “80 giorni nei panni di un altr*”.
Prima che il giro dell’oca inizi, ogni partecipante riceve una nuova identità, che lo avvantaggerà o penalizzerà lungo tutto il percorso: un uomo etero che è nato e risiede in una regione europea, dove studia o lavora, avrà infatti un “coefficiente” migliore rispetto a una donna emigrata dal proprio paese di origine, che ha un orientamento sessuale diverso da quello eterosessuale, e questo permetterà ai concorrenti di calarsi nei panni di persone lontane dalla propria quotidianità.
L’obiettivo del gioco, ideato e realizzato dall’associazione Te@ di Trento, è quello di sensibilizzare i/le partecipanti alle differenze, facendo sperimentare in prima persona le diseguaglianze sociali dovute al genere, all’orientamento sessuale, allo status professionale e alla provenienza geografica.

I quattro gruppi tematici dei Verdi (Donne, Social&Green, verdECOnomia e Young Greens) promuovono questa iniziativa per inserirsi in modo leggero ma costruttivo nel tormentato dibattito sul rispetto delle differenze, il riconoscimento delle coppie omosessuali, la “famigerata” teoria gender e l’educazione al rispetto di genere nelle scuole.
In seguito alla condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dei diritti degli omosessuali, il Parlamento italiano discute da mesi su un disegno di legge per il riconoscimento delle coppie omosessuali. Contro la fantomatica “teoria gender” si sono mosse invece alcune amministrazioni locali di centrodestra: si pensi al caso eclatante del Comune di Venezia, dove si è provveduto alla censura di libri scolastici per il solo fatto che rappresentano in maniera più realistica la famiglia e la società in cui viviamo oggi.
Il Consiglio provinciale di Bolzano continua a ritardare l’istituzione di un Centro antidiscriminazioni, nonostante le continue pressioni anche da parte del Gruppo Verde, mentre in Consiglio provinciale a Trento è congelata da mesi una proposta di legge antiomofobia di iniziativa popolare.

In questo panorama i Verdi del Sudtirolo vogliono prendere posizione e far sentire la loro voce: in particolare, i Gruppi tematici dei Verdi sono dell’avviso che solo calandosi, anche per gioco, nella vita e nelle esperienze di altre persone, si possano davvero comprendere le difficoltà e le ingiustizie che esse subiscono, iniziando così un confronto serio e libero da pregiudizi, per garantire rispetto, diritti e pari opportunità a tutte e tutti.

Il gioco si terrà giovedì 26 novembre dalle 17:30 presso la Sala polifunzionale del Premstallerhof.

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