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Madre Merkel da Berlino e Frank Sinatra: l’ Europa tra teatro e realtà

20 Settembre 2015

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Madre Merkel da Berlino e Frank Sinatra: l’ Europa tra teatro e realtà

Su il sipario: ecco a voi l’Europa Unita. Applausi. Cosi ci dissero negli anni ’90 del secolo scorso. Siamo bravi, belli e buoni. I nostri avi sfasciarono mezzo mondo (inglesi e francesi su tutti) ma noi rimedieremo a tutti e tutto, siamo gli europei uniti. Poi arrivano gli anni 2000, attentati, quel settembre maledetto fino ai video bestiali dell’Is. Già l’Is, ora è un po’ dèmodè ma se nei Tg sei a corto di notizie i ragazzi in nero garantiscono ascolti. Partiamo dunque dal nero. Ma l’Is sta vincendo o perdendo? Questo si chiedono la maggioranza degli italiani e degli europei. Che succederà nel momento in cui lo Stato Islamico dovesse sfondare in Siria si chiedono invece gli analisti americani? Nessuno interviene seriamente ma tutte le cancellerie europee hanno più d’un orecchio in Siria e dintorni. Qualcuno dirà: ci sono i russi, c’è Putin, l’Is non sfonderà. Non è del tutto esatto, Putin è prigioniero della burocrazia internazionale, paga una crisi economica interna senza precedenti e non ha una copertura militare all’altezza della Nato. Avete presente Asterix nel cimentarsi nella burocrazia romana? Putin è nella stessa ingarbugliata situazione. L’Onu (ente autoreferenziale per eccellenza) combatte i propri nemici (quelli finti, quelli veri li scia stare, all’Onu sono tutto tranne che fessi) a colpi di mezze risoluzioni, riunioni ed osservatori. Lo sa bene il diplomatico Leon in Libia, ormai più simile a Penelope, peccato che la sua tela sia piena di buchi, la notte non è necessario nemmeno disfarla, Ulisse attualmente è arenato in qualche stanza del palazzo di vetro. Alla Nato (a loro piacerebbe essere diretti, l’anima è americana del resto) invece hanno cercato il casus belli in Turchia per sbarazzarsi dell’Is una volta per tutte, paese che invece ha preferito il gioco dell’equilibrismo tra curdi, Iran ed Is. Con tutti e contro tutti, questa la strategia di Erdogan che si è ritagliato pure il tempo per dislocare navi (senza insegne ma palesemente turche) davanti alle coste libiche a protezione di convogli non ben specificati (armi, scafisti?) Negli ultimi giorni poi, le frontiere turche sono diventate un colabrodo e i paesi dell’area balcanica ne hanno accusato il colpo, del resto la destabilizzazione dei Balcani gioca agli interessi di Ankara, dopo Vlad, la Sublime Porta ha sempre sognato alla rivincita. Anche perché la Grecia (altro nemico storico degli ottomani) è ormai ridotta in macerie, sia fisiche che intellettuali. Dal braccio di ferro di luglio con la Merkel i greci sono usciti malissimo, economicamente a terra e militarmente scomparsi hanno subito flussi migratori notevoli (la Turchia ha aperto le frontiere proprio in quel periodo) che hanno destabilizzato del tutto un paese ormai alla deriva. Non fosse per le basi inglesi presenti sul territorio come deterrenza, la Grecia sarebbe potuta diventare una testa di ponte ghiotta. L’ombrello Nato però non consente nulla, attualmente almeno. Gli spagnoli (alle prese con problemi catalani non indifferenti, l’Ue in questo caso non aiuta la Spagna, anzi culla i sogni dei secessionisti) al cappio della Germania contano ormai gran poco e non hanno nemmeno più la forza di proporre soluzioni. Francesi ed inglesi invece preferiscono fare affari (commesse da milioni in elicotteri e navi) tra Egitto, Arabia Saudita ed altri paesi dell’area, infischiandosene totalmente delle linee economiche tracciate in sede Ue. A tutto questo si aggiunge la totale inadeguatezza dei paesi dell’Est Europa, incapaci ed immaturi per gestire l’emergenza in atto. Allargare l’unione fu scelta scelleratissima, il processo avrebbe dovuto essere più lungo ed articolato ma in Italia qualcuno al tempo esultò, Prodi su tutti. Noi sappiamo esaltarci nelle tragedie, nostra tradizione. Abbiamo il fiuto di metterci sempre dalla parte errata, ormai è il nostro marchio di fabbrica dal 1940.  Le soluzioni ungheresi, slovene, etc, lasciano il tempo che trovano, erigere muri, fare proposte assurde e tanto altro denotano una totale mancanza di visione geopolitica nella testa dei rappresentanti ungheresi, bulgari, slovacchi ma anche austriaci e polacchi. Ci sono poi gli stati del nord, sempre molto presenti a parole, meno nei fatti, tanto mal che vada, la colpa è sempre del Sud Europa, soliti fannulloni. Chi ci mette il peso specifico però nel Mediterraneo è l’Italia, cui è riconosciuto poco o nulla (strano vero?), nonostante la Mogherini (ipse non dixit) il nostro ruolo si può riassumere cosi: “ cari italiani, avete buone risorse militari, una flotta efficiente, gestitevi e non lamentatevi, del resto eravate migranti pure voi, presente Sinatra? Fu accolto ed era pure mafioso!”. Il ruolo del nostro paese è tragico quanto comico, da una parte siamo fondamentali per il Mediterraneo, dall’altra Bruxelles non si straccia le vesti per sostenere la nostra posizione, anzi spesso finiamo dietro la lavagna sui ceci, con le manine piene di lividi da bacchetta. La maestra Merkel picchia forte.  A questo punto dello spettacolo, rullo di tamburi e arrivo in pompa magna della protagonista europea per eccellenza: la Germania di Donna Merkel, ultimamente in veste di Mutter Merkel da Berlino con tanto di paragone con l’altra Madre di Calcutta. Dopo averci ricordato che l’Europa è nata per accogliere e proteggere, la santa donna ha ben pensato di chiudere le frontiere. In Italia già qualcuno faceva della Merkel la nuova paladina dei deboli (gli stessi che incesarono il bombardiere Obama…) e protettrice degli oppressi. Nulla di tutto ciò: la Germania accetta tutti gli aventi diritto d’asilo, tutti gli altri stiano pure in Italia, Slovenia, etc, tutti paesi in cui la Frau ha stabilito ci sia una selezione precisa e seria, teutonica in pratica. La Germania quindi accoglie, innegabile, ma per pedigree. La Merkel come al solito antepone l’interesse della sua nazione a quella dell’Ue. Nulla di nuovo, i greci conoscono perfettamente cosa si celi dietro i sorrisi di Madame Berlino: fregature senza se e ma. Sistemato l’orso russo con l’Ucraina, lo zio Sam ha chiuso il cerchio: le sanzioni penalizzano solo l’Ue (Italia regina in questo, strano…) e favoriscono gli affari a stelle e strisce. Il sipario ormai sta calando inesorabilmente, piaciuto lo spettacolo? In realtà non è molto importante, il biglietto (salato) lo avete già pagato.

 

 

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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