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Della Ratta, prostituzione – O si passa alla fase della “tolleranza zero” o si dovrebbero riaprire le case chiuse

4 Aprile 2015

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Della Ratta, prostituzione – O si passa alla fase della “tolleranza zero” o si dovrebbero riaprire le case chiuse

Gli ultimi interventi delle forze dell’ordine che hanno stroncato un oltremodo orrendo circuito di prostituzione imposta, rende necessaria una riflessione in materia di case chiuse.

Essendo io un esponente di quel partito, il PSI, che ha visto tra le sue file la promotrice dell’attuale legge contro le case chiuse e lo sfruttamento della prostituzione, dovrei forse evitare di affrontare l’argomento.

E’ indubbio che lo scopo di tale legge (la legge Merlin) è stato virtuoso e si è posto giustamente contro lo sfruttamento della prostituzione, però è altrettanto evidente che nel tempo tale legge si è purtroppo dimostrata non idonea a gestire la prostituzione in Italia, che non è scomparsa, anzi, si è solo trasferita sulle strade e nell’illegalità di altri luoghi.

Questo fenomeno si è ulteriormente sviluppato in questi ultimi lustri, collegato all’aumento dell’immigrazione clandestina, molte sono infatti le prostitute straniere.

Andrebbero quindi ripensate e se è il caso rafforzate, tutte le leggi in materia, a cominciare dalla legge Merlin.

Una riflessione sul tema andrebbe posta senza preconcetti, perché fingere che la prostituzione quasi non esista e che vada tutto bene non aiuta nessuno, men che meno coloro che vedono lo sfruttamento del proprio corpo.

O si passa alla fase della “tolleranza zero” con repressione senza quartiere degli sfruttatori ed introduzione di regole che, seppur graduali, penalizzino in qualche modo anche i clienti e coloro che scelgono di vendere il proprio corpo (trasformando in reato anche la prostituzione e non solo lo sfruttamento), oppure proviamo a pensare all’introduzione di una regolamentazione ufficiale dell’esercizio della prostituzione, anche reintroducendo le case chiuse.

Rendendo ufficiale la prostituzione si darebbero diritti ora mancanti alle prostitute, spesso ridotte ad operare nella clandestinità, togliendole di fatto dalle mani degli sfruttatori, e si individuerebbe nel contempo una nuova entrata fiscale ora inesistente per l’erario.

Claudio Della Ratta

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