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Contributi circolo La Comune, forse sono l’unico, ma sto con i Forcato

28 Marzo 2015

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Contributi circolo La Comune, forse sono l’unico, ma sto con i Forcato

In un’epoca in cui si dedica percentualmente sempre meno tempo a produrre e sempre più tempo a rendicontare quanto si produce, in un’epoca in cui si afferma di voler eliminare la burocrazia, ma nello stesso tempo si creano regole e doveri che, di fatto, la incrementano, un circolo come “La Comune” fatica a sopravvivere.

Non ho dubbi che nei documenti presentati qualche evidenza fuori posto vi sia e qualche cosa manchi, altrimenti non si potrebbe arrivare ad una negazione dei contributi, ma con altrettanta convinzione dico che non si può fermare l’arte per “qualche scartoffia da burocrati” (anche se questa affermazione é forse riduttiva, perché immagino che di qualcosa di più di qualche scartoffia si parli…)

Forcato nei tempi passati faceva comodo, perché riusciva ad offrire quello che le amministrazioni pubbliche non erano in grado di offrire, ed allora si chiudeva un occhio su una gestione forse superficiale della documentazione a supporto dell’attività, mentre ora, che non si ha più bisogno di questo circolo, perché si è autonomi nel gestire l’offerta culturale in argomento e perché probabilmente è meno allineato di altri e difficile da governare, si sopporta con difficoltà e si spera che prima o poi chiuda. E visto che cerca di resistere, allora si cerca di facilitare questa decisone, prima con lo sfratto, poi con la diminuzione dei contributi ed ora con l’azzeramento degli stessi. Sapendo benissimo che un’attività del genere si programma per tempo e quindi la negazione dei contributi diventa un colpo forse fatale.

Legittimo gli uffici facciano rispettare la legge, ma spero che la situazione venga chiarita e si trovi una soluzione condivisa.
Chi conosce Forcato sa che é un gran confusionario e che qualche cavolata l’ha fatta e certamente in futuro la farà, fa partire del suo carattere, lo stesso carattere che lo porta a dedicarsi anima e corpo al circolo e ad affiancare la nuova dirigenza nella gestione degli spettacoli, che lo porta ad amare così tanto il lavoro che fa, da considerare “le scartoffie” solo un ostacolo da cui rifuggire.

Certo che l’assessore Trincanato, almeno per la quota di sua competenza, poteva chiudere l’attività più elegantemente, essere ricordata per chi ha fatto chiudere La Comune non penso sia un bel lasciare.

Claudio Della Ratta

One Comment
  1. antonio lampis

    Purtoppo non si tratta di scartoffie. non abbiamo dubbi sul passato importante di Forcato, ma comodo non ha mai fatto. Proprio per questp sono stato tra i promotori del libro sulla sua biografia. Ho compiuto ogni passo su questa vicenda in constante confronto e informazione con i collaboratori dell'ufficio cultura, con la nostra avvocatura e con gli esperti di riferimento, i politici e amministratori competenti di Provincia e Comune. Mancano, dopo defatigante e spesso assurda corrispondenza, atti certi sull'assenza di identità tra creditori e debitori ,per cifre ingenti. Ho proposto dichiarazioni attendibili sulla vicenda, ma sono state negate. Privati della possibilità di colloquio, non restava altro da fare. In passato io stesso ho difeso personalmente e insistentemente la loro attività da chi in politica, in consulta e nell'opinione pubblica vi vedeva ormai un'attività di agenzia con per di più un carattere eccessivamente familiare. La presidenza di Elisa Forcato ha reso il rapporto tra le amministrazioni pubbliche e il Circolo del tutto ingestibile e del tutto diversa da quella che si ebbe con le precedenti presidenze. La memoria dell'attività di Sandro Forcato ne esce anche a mio avviso ingiustamente offuscata.Il suo ruolo è stato definito dalla nuova Presidenza 'un volontario dell'associazione'. Abbiamo tentato ogni possibile strada di dialogo, ma ci è stata negata. In ballo c'è la trasparanza sul bilancio per cifre importanti. Il mio decreto ha motivazioni ampie e trasparenti. Sono certo che anche Lei al mio posto avrebbe fatto lo stesso.

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