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Fede e politica

6 Febbraio 2015

Fede e politica

” Tutti gli esseri umani liberi e uguali in dignità e diritti concorrono a fare dell’umanità una sola famiglia e a vivere come fratelli… perché tutti siano uno…” sono queste le intuizioni apostoliche e le riflessioni spirituali di Chiara Lubich, trentina, laica, devota, filantropa, maestra di fede, fondatrice del Movimento dei Focolarini.  Con grande fedeltà e serietà morale e in pieno equilibrio con lo spirito del Concilio Vaticano II contribuì a spalancare le finestre della Chiesa, promuovendo una maggiore unità all’interno della famiglia cristiana (il focolare) e proponendo – da laica – una moderna apertura al mondo per mezzo di laici e sacerdoti, uomini e donne, uniti da una vocazione comune in un unico movimento guidato da una donna.  Chiara ha saputo co­niugare una profonda spiritualità a notevoli doti decisionali: il suo carisma, la sua fede, il suo pensiero come anche le sue iniziative hanno dato origine a un reale e concreto percorso di solidarietà e di fratellanza; il movimento da Lei realizzato, ha oggi nel mondo circa due milioni di aderenti, 35 cittadelle e – ripeto – un grande peso nella Chiesa cattolica e nelle chiese protestanti e ortodosse. “Chiara non appartiene solamente a voi cristiani. Ora lei e il suo ideale sono eredità dell’umanità intera”, ha dichiarato un monaco buddista ai funerali di Chiara avvenuti nel 2008: è un riconoscimento che rivela una santità di vita autentica, anche se non ancora riconosciuta dalla Chiesa.

E’ da circa una settimana che è in atto la sua causa di beatificazione e canonizzazione: il vescovo Martinelli ha officiato la cerimonia  nella cattedrale di Frascati (Roma), affollata da fedeli e personalità religiose e seguita da oltre 18.000 punti di ascolto nei cinque continenti.  Durante tale cerimonia il Pontefice Francesco ha inviato un messaggio con l’auspicio che ” il luminoso esempio della fondatrice del Movimento rimanga sempre in vita” conscio che il costante affluire di persone sui luoghi, dove ha vissuto e dove oggi riposa ne è piena testimonianza.

Nel cammino spirituale di Chiara – pur non evidenziando un pensiero “ tecnico-politico” secondo gli schemi consueti delle ideologie – non mancano i temi di rilevanza politica. Parla spesso di forti contraddizioni che segna l’attuale epoca e che hanno bisogno di un dialogo chiaro, profondo e idoneo a coinvolgere ogni singola persona e i popoli con i loro ordinamenti economici, sociali e politici: gli uomini devono essere capaci di confrontarsi e accettare le sfide della cultura contemporanea senza rinunciare ai valori dell’umanesimo cristiano ossia al progetto della solidarietà e del dialogo capace di indicare le soluzioni ai mali della società contemporanea. E rievoca “laicamente” principi della rivoluzione francese e “privilegia” quello della “fraternitèla fraternità universale – quale vincolo dell’amore e valore a garanzia delle pari dignità tra gli esseri umani: la funzione vera e nobile della politica non è l’ac­quisizione del potere, ma la sviluppo della crescita, delle esperienze e delle aspirazioni che emergono nel sociale.

Chiara ha lanciato un nuovo modello economico – quello dell’“economia di comunione” – basato sulla ripartizione solidale degli utili aziendali tra l’azienda e le persone bisognose che realizzano efficienza aziendale e solidarietà umana; lo stesso Pontefice Benedetto XVI ne ha fatto esplicito richiamo nell’Enciclica Caritas in veritate.

Infine il carisma di Chiara, la sua spi­ritualità, il suo stile di vita hanno insegnato a stabilire rapporti di amore scambievole e d’impegno comunitario di azione: i Focolarini unificano un popolo multiculturale, multietnico, multireligíoso ossia un vero e proprio esempio di un mondo più associato e al di sopra delle dìfferenze.

Chiara Lubich

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