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Don Giovanni a Bolzano

20 Novembre 2014

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Don Giovanni a Bolzano

Sta per alzarsi il sipario sulla 14a Stagione di opera e danza della Fondazione Teatro Comunale e Auditorium Bolzano, la seconda con la firma del responsabile dell’area artistica Emanuele Masi: sabato 22 (ore 20) e domenica 23 novembre (ore 16) andrà in scena uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart, Don Giovanni. Quella che viene considerata una delle opere più enigmatiche del genio compositivo mozartiano verrà proposta in un nuovo allestimento, frutto dell’eccezionale coproduzione tra ben otto teatri e firmato dal regista inglese Graham Vick, noto per la forza e soprattutto per l’originalità delle sue idee. Il “suo” sorprendente e provocatorio Don Giovanni è stato già rappresentato con successo nelle scorse settimane a Como e in altre città italiane: un Don Giovanni che, secondo il regista, rispecchia i tempi in cui viviamo e riflette appieno il suo modo di intendere l’arte come strumento per “dare stimoli, provocare, disturbare”.

A Bolzano, sul podio dell’Orchestra Haydn di Bolzano e di Trento ci sarà il venezuelano José Luis Gomez-Rios, giovane ma già titolato Direttore d’orchestra. Cast vocale del 22 novembre: Gezim Myshketa (Don Giovanni), Giovanni Sebastiano Sala (Don Ottavio), Cristian Saitta (Commendatore), Federica Lombardi (Donna Elvira), Valentina Mastrangelo (Donna Anna), Andrea Concetti (Leporello), Riccardo Fassi (Masetto), Alessia Nadin (Zerlina). Cast del 23 novembre: Dionisios Sourbis (Don Giovanni), Matteo Mezzaro (Don Ottavio), Cristian Saitta (Commendatore), Mariateresa Leva (Donna Elvira), Ekaterina Gaidanskaya (Donna Anna), Leonardo Galeazzi (Leporello), Davide Giangregorio (Masetto), Alessandra Contaldo (Zerlina).  Coro Regionale di Bolzano e Trento diretto da Luigi Azzolini. Scene e costumi Stuart Nunn. Light designer Giuseppe Di Iorio. Coreografo Ron Howell.

La rappresentazione dell’opera sarà preceduta mercoledì 19 novembre (ore 20), nel Foyer del Teatro Comunale, da un incontro dal titolo “Don Giovanni oggi” che vedrà la partecipazione dello psichiatra Vittorino Andreoli, autore di Mozarterapia, e dello psicologo e pedagogista Peter Koler, direttore del Forum Prevenzione di Bolzano. Moderatore il musicologo Giacomo Fornari.

L’opera

Seguendo le precise richieste del Teatro di Praga, Mozart e il librettista Da Ponte fecero del Don Giovanni un dramma giocoso. Il libretto rispecchia chiaramente questo intento, ma l’opera nel suo complesso è percorsa da drammaticità e la musica cela sotto il velo giocoso una tale ricchezza e profondità di emozioni, al punto che Don Giovanni viene considerata un’opera tragica. Mentre Mozart lavorava a Vienna ai due atti dell’opera, il padre Leopold morì a Salisburgo. Numerosi musicologi tendono a intravedere nel Don Giovanni il disperato tentativo di Mozart di esorcizzare la convinzione di aver causato la morte del padre attraverso le delusioni procurate.

Don Giovanni, cavaliere dissoluto, si introduce in casa del Commendatore per sedurne la figlia donna Anna ma, scoperto da questi, è costretto a un duello in cui uccide l’anziano signore. Il libertino si imbatte quindi in donna Elvira che ha sedotto e abbandonato. Cercherà di consolarla il servo Leporello, spiegando alla malcapitata l’indole del suo padrone, un donnaiolo impenitente che alle femmine non sa dire di no (“Madamina, il catalogo è questo”). Nel frattempo Don Giovanni si invaghisce della contadinella Zerlina, promessa sposa a Masetto. Egli sta per farla sua (“Là ci darem la mano”), ma sopraggiunge donna Elvira a metterla in guardia. Più tardi, dopo una scena in cui Don Giovanni è accusato dei suoi misfatti, travestito da Leporello cerca di sedurre la cameriera di donna Elvira (“Deh vieni alla finestra”) ma il suo proposito è ancora una volta frustrato. Il cavaliere fugge in un cimitero dove si erge la statua del Commendatore, da cui risuona una voce minacciosa. Per nulla turbato Don Giovanni invita a cena la statua, che si presenterà effettivamente al banchetto del dissoluto (“Don Giovanni, a cenar teco” / “Già la mensa è preparata”), prima invitandolo inutilmente a pentirsi delle sue azioni, poi trascinandolo in un abisso di fiamme infernali.

Don Giovanni è stata rappresentata per la prima volta al Nationaltheater di Praga, il 29 ottobre 1787.

José Luis Gomez-Rios

José Luis Gomez-Rios inizia la sua carriera musicale all’età di 11 anni come violinista e spalla dell’orchestra giovanile venezuelana “Zulia”. Dopo il conseguimento del diploma di violino presso la Manhattan School of Music di New York si trasferisce in Europa per studiare direzione d’orchestra con Lu Jia, Muhai Tang e John Nelson. Solo sei mesi dopo vince il primo premio al quotatissimo Concorso per direzione d’orchestra “Georg Solti” di Francoforte. La sua energia elettrizzante e il suo talento attirano l’attenzione di Paavo Järvi, direttore stabile dell’Orchestra dell’Hessischer Rundfunk. Da questo momento in poi, Gomez-Rios collabora con importanti orchestre di fama internazionale e dirige opere del grande repertorio lirico.

Graham Vick

Graham Vick è considerato uno fra i più importanti registi d’opera. I suoi allestimenti sperimentali e provocatori gli hanno fruttato numerosi premi, nonché l’onorificenza di Commander of the Order of the British Empire. Nato nel 1953, ha studiato presso il Royal Northern College of Music di Manchester. Già all’età di 24 anni ha debuttato con la regia dell’opera “Savitri” di Holst. Nel 1987 ha fondato la Birmingham Opera Company, della quale è tuttora direttore artistico e con la quale sviluppa progetti innovativi nel settore operistico, anche con l’intento di attirare pubblico di ogni età ed estrazione sociale. Vick ha diretto opere nei più importanti teatri lirici del mondo, collaborando con direttori d’orchestra di grande fama internazionale.

Don Giovanni

di Wolfgang Amadeus Mozart

regia di Graham Vick

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

diretta da José Luis Gomez-Rios

sabato 22 e domenica 23 novembre 2014

Foto: Opera -Don Giovanni/copyright – Sormani

 

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