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PER-CORRI la Pace: 100 ciclisti fanno tappa a Bolzano

5 Settembre 2014

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PER-CORRI la Pace: 100 ciclisti fanno tappa a Bolzano

Ricevuti in municipio dal Sindaco Spagnolli

Sono arrivati a Bolzano nel tardo pomeriggio di ieri giovedì 4 settembre, i cento ciclisti bresciani animati da don Fabio Corazzina, già coordinatore nazionale di Pax Christi, che ogni anno scelgono destinazioni cariche di memoria nonviolenta per un itinerario ciclistico nel nome della pace: “Per-corri la pace” questo il titolo dell’iniziativa che si muove con il patrocinio del Ministero per gli Affari Esteri e che vuole ispirarsi al motto della società eco-sostenibile di Alexander Langer: “Lentius, profundius, suavius”. Ad accoglierli in piazza Municipio prima e in Sala Consiglio poi, il Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e l’Assessore Luigi Gallo con il Consigliere comunale Primo Schoensberg.

Dopo le tappe di Ginevra con la visita alla sede dell’Unhcr (United Nations High Commissioner for Refugee) sul tema dei diritti umani, dopo quella del 2013 con destinazione Sarajevo, la scelta di quest’anno è andata su Bolzano-Innsbruck-Monaco-Dachau. I cento ciclisti pedalano alla ricerca delle tracce della memoria antinazista cercando di capire i motivi profondi che hanno spinto uomini come Josef Mayr-Nusser, Franz Thaler, i giovani della Weisse Rose o i testimoni solitari come Franz Jägerstätter o Dietrich Bonhoeffer, a rigettare il sistema nazista mettendo a repentaglio le loro vite.
I ciclisti si recheranno, in silenzio, anche al lager di Dachau, riecheggiando la memoria di Thaler e di Bonhoeffer, per meditare sulla spietatezza del totalitarismo e sulla brutalità delle guerre. «L’idea che anima il progetto è “la strada” spiega don Fabio Corazzina. «Una “strada” da pensare e percorrere insieme non per compiere un’impresa, ma per lanciare un messaggio di pace. Una “strada” che unisce le nazioni e le storie di ogni popolo alla ricerca di uno spazio di speranza su cui iniziare un’altra storia di tutti e per tutti. Una “strada” percorsa lentamente e con un po’ di fatica, perché la pace “non è il premio favoloso di una lotteria, ma una meta sempre intravista e mai pienamente raggiunta (Tonino Bello)”. Una “strada” che parte dalle nostre case; la costruzione della pace non può che cominciare dalle nostre città, dai luoghi dove la gente vive e cerca risposte concrete alle tante difficoltà che stiamo vivendo».

I ciclisti sono arrivati a Bolzano lungo la statale 12 del Brennero e alle porte della città sono stati accolti da una staffetta guidata dal consigliere Primo Schönsberg che li ha condotti  verso il centro storico. Sono quindi arrivati in piazza  Municipio dove, come detto, sono stati accolti dal Sindaco Luigi Spagnolli, dall’assessore Luigi Gallo e dai referenti del Centro per la pace.
Dopo l’incontro in Sala Consiglio  i ciclisti hanno pedalato verso l’area della memoria della Rosa Bianca nella piazza dedicata ad Hans e Sophie Scholl (incrocio fra viala Trieste e via Roma) e di qui al Palasport dove hanno pernottato all’interno della struttura.
La cena è stata offerta, grazie all’impegno volontario del gruppo scout di Regina Pacis in una delle sale della parrocchia.
A fine serata anche un incontro con il coordinatore del Centro per la pace Francesco Comina che ha illustrato la figura dell’obiettore al nazismo Josef Mayr-Nusser.
Nella mattinata odierna ( venerdì 5 settembre) i cento ciclisti, dopo aver sostato per qualche minuto davanti al Muro della Memoria (ex Lager di via Resia), sono partiti alla volta di Innsbruck (seconda tappa) per ascoltare, dalla voce del vescovo, monsignor Manfred Scheuher, il racconto della vicenda di Franz Jägerstätte – il contadino di Linz beatificato qualche anno fa – che venne giustiziato per la sua tenace avversione al nazismo. Sabato raggiungeranno la città di Monaco dove visiteranno i luoghi dove si svols e si compì la storia della Weisse Rose, la Rosa Bianca. Visiteranno la mostra permanente nell’università dove Hans e Sophie Scholl vennero arrestati mentre tentavano di diffondere i volantini che esortavano il popolo tedesco a ribellarsi a Hitler. L’intero gruppo di studenti, con il loro professore di Filosofia, venne ghigliottinato qualche giorno più tardi. Chiuderà il cammino una visita silenziosa al campo di concentramento di Dachau, il primo, aperto nel 1933, accompagnati dalle letture di Franz Thaler e del pastore tedesco impiccato a Flossnbürg, Dietrich Bonhoeffer.

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